Concluso congresso Cgil Emilia Romagna:
Rinaldini confermato segretario generale -
approvato documento unitario
L’approvazione di un documento unitario della Cgil Emilia Romagna (2 soli voti contrari) è stato l’atto finale dell’VIII congresso regionale dell’organizzazione, che si è concluso oggi a Rimini. Con questo atto molto importante, la Cgil regionale compie un significativo passo avanti, oltre le due mozioni di maggioranza e minoranza che sono state alla base della discussione nei mesi passati e rende più credibile e forte la gestione unitaria dell’organizzazione.
Nel documento, che approva innanzitutto la relazione di Gianni Rinaldini che ha aperto il congresso, si chiede sul piano internazionale l’immediata cessazione della guerra in Afghanistan nei diversi aspetti, dai bombardamenti alle operazioni dei vari contingenti militari, oltrechè di operare contro i progetti di estensione della guerra ad altri paesi da un lato e, dall’altro, di promuovere una politica di giustizia e sicurezza in tutto lo scenario mediorientale a partire dalla questione israelo-palestinese.
Sul piano nazionale, di fronte all’offensiva inaudita del padronato e del governo di centro destra sui diritti del lavoro e di cittadinanza, si richiama il massimo impegno di tutte le strutture per la riuscita della giornata di lotta proclamata da Cgil-Cisl-Uil per il 29 gennaio in Emilia Romagna, con una mobilitazione unitaria che deve proseguire fino allo sciopero generale nazionale per il ritiro delle deleghe del governo, che per la Cgil è comunque necessario realizzare in tempi utili rispetto all’iter legislativo con manifestazione a Roma. Secondo la Cgil regionale inoltre serve un’ampia iniziativa di opposizione sociale, per la quale è necessario anche promuovere “convergenze programmatiche” con le reti dei Social Forum, confrontandosi con le istanze proposte dallo straordinario movimento di giovani e associazioni, che rappresenta la più importante novità dell’attuale fase politico sociale.
In merito alle tematiche contrattuali, la Cgil regionale sostiene la conferma di un sistema contrattuale imperniato su due livelli distinti, nazionali e decentrato.
Il congresso ha eletto il nuovo comitato direttivo regionale, composto di 162 membri, di cui il 40% donne. Terminato il congresso, l’organismo si è immediatamente riunito e ha eletto con voto segreto il segretario generale dell’organizzazione, confermando Gianni Rinaldini nell’incarico assunto già nel precedente congresso regionale del ’96 (su 134 votanti, 4 schede bianche, 3 astenuti, 7 contrari).
L’intervento conclusivo del congresso è stato svolto dal segretario nazionale Guglielmo Epifani, che ha insistito particolarmente sulle ragioni della fase dura di scontro aperto tra sindacati e governo. “Il governo non deve illudersi – ha affermato tra l’altro Epifani - che basti un giro di
valzer tra chiusure e disponibilità per riaprire un reale confronto con il sindacato, né si deve illudere di poter dividere le confederazioni con manovre tattiche o esercizi di furbizia. La riuscita degli scioperi, il consenso che cresce intorno alle posizioni del sindacato, esigono che il governo, se vuole riaprire il confronto, si esprima chiaramente sulle nostre richieste: stralcio dell’art. 18 dalla delega, dove stralcio significa esattamente stralcio e non modifica; riguardo alle pensioni, ripristino della libertà dei lavoratori nella scelta della destinazione del proprio TFR e cancellazione della norma sulla decontribuzione per tutti i nuovi assunti, che porterebbe a un crescente squilibrio dei conti della previdenza. Quindi se il governo è davvero disponibile al confronto – ha ribadito Epifani -, deve partire da questi tre punti. Ogni altra ipotesi è puro diversivo, che finisce per offendere il rapporto trasparente con l’opinione pubblica, i lavoratori, i pensionati”.
Il congresso della Cgil regionale Emilia Romagna, nei tre giorni di svolgimento, ha dato vita a un dibattito interno di grande interesse (43 interventi) e si è caratterizzato fortemente anche come luogo di confronto aperto verso l’esterno, in maniera non convenzionale.
Dopo gli interventi dei giorni scorsi dei segretari generali di Cisl e Uil regionali Franco Richeldi e Denis Merloni, del presidente della Corte d’Assise di Bologna Libero Mancuso, dei rappresentanti dei sindacati tedesco, francese e spagnolo, dei rappresentanti di Arci nazionale, di ATTAC e del MIT (Movimento identità transessuali), del giornalista Giulietto Chiesa, questa mattina il congresso ha ascoltato attentamente anche il presidente della Regione Vasco Errani che non si è limitato ad un saluto formale ma è entrato nel vivo dei problemi sollevati nella relazione di Rinaldini, confermando la piena disponibilità della Regione ad un confronto a tutto campo con i sindacati sul futuro sviluppo del nostro territorio.
Ricordiamo infine che a questo proposito la Cgil regionale ha espresso un fermo no alla costruzione di tre centri di accoglienza temporanea per clandestini che il governo ha previsto in Emilia Romagna.
UFFICIO STAMPA CGIL EMILIA ROMAGNA
Mayda Guerzoni