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stemma CGIL Emilia-Romagna
 
 

La Storia e le Figure simbolo

Tra le figure più significative che hanno segnato la storia della CGIL in Emilia-Romagna si segnalano Argentina Bonetti Altobelli, Luciano Lama, Rinaldo Scheda, Donatella Turtura, Luciano Romagnoli, Ferdinando Santi, Claudio Sabattini, Fausto Vigevani, Piero Boni, Marcello Sighinolfi, Maria Goia, Maria Marotti.

Argentina Bonetti Altobelli

La figura di Argentina Bonetti Altobelli è indissolubilmente legata alla fervente stagione politica e sindacale italiana dei primi anni del secolo scorso. Una delle più importanti figure femminili del sindacalismo e del socialismo italiano, la sua azione è sempre stata rivolta al concreto progresso delle lavoratrici inserendo tra i primi il tema dell'emancipazione delle donne nell'ambito della questione operaia.
 
La CGIL ER ha dedicato a questa figura simbolo una Fondazione

Luciano Lama

Luciano Lama, Segretario generale della CGIL dal 1970 al 1986, è stato una delle figure centrali non solo per il sindacalismo italiano ma per la storia dell'Italia repubblicana.  Come scrive lo storico Maurizio Ridolfi, "attraverso la sua vicenda sindacale e umana abbiamo la possibilità di ricongiungere la storia "dell'Italia del lavoro alla storia della Repubblica. Per oltre un quarantennio, forse più e meglio di altri personaggi della vita pubblica, Lama ha impersonato le sfide del mondo del lavoro nell'Italia del secondo dopoguerra...  La vicenda di Lama è dunque quella di un leader che ci offre l'opportunità di mettere in correlazione l'azione del sindacato con i valori fondativi della repubblica (l'antifascismo e il primato del lavoro)"
Fu lo stesso Di Vittorio, chiamandolo a Roma, a volerlo nei vertici della CGIL e a formarlo alla propria scuola. 
La CGIL con Lama fu il sindacato che accompagnò i lavoratori alle conquiste più importanti nella storia repubblicana: lo statuto dei lavoratori, il sistema sanitario nazionale e gli aumenti salariali. Gli toccò però, anche la grande responsabilità di dover guidare il sindacato in una delle stagioni più difficili della storia italiana, stretta tra la crisi economica seguita alla crisi energetica del '73 e i terribili anni del terrorismo.
Gli anni Settanta e i primi anni ottanta, quelli del suo impegno come segretario generale della CGIL, furono tempi di forti mobilitazioni sociali. Dopo gli anni di un impetuoso quanto caotico sviluppo economico, gli italiani volevano le riforme economiche e sociali necessarie a introdurre maggiore giustizia ed equità nella vita civile e istituzionale del Paese. Il sindacato si assunse la responsabilità di gestire la prorompente richiesta di democrazia, di partecipazione e di diritti.
Luciano Lama fu il protagonista dell'elaborazione della politica e delle pratiche di quello che è stato definito il sindacalismo confederale, un grande soggetto politico, con una grande influenza in tutta la società. Una concezione che porta i lavoratori e il loro sindacato a cercare di collocare l'azione sindacale sempre all'interno di una funzione nazionale, come negli "anni di piombo" quando il sindacato unitariamente si è impegnato in una battaglia senza quartiere per contrastare l'infiltrazione del terrorismo nei luoghi di lavoro e ha contribuito in modo decisivo alla sconfitta del terrorismo in Italia. Dunque, una figura grande e complessa allo stesso tempo. Oggi c'è chi ricorda il Lama della svolta dell'EUR, chi il Lama riformista, chi il Lama difensore dell'Unità sindacale, o chi lo ricorda come simbolo di una sinistra "moderna"; a noi, in questa occasione, piace semplicemente ricordarlo come un grande italiano.

 

 31 maggio 1996:
19 anni fa moriva Luciano Lama. Noi lo ricordiamo così 

 

 
Visita il sito della memoria dei lavoratori di questa Regione
"i Centenari"


 
 
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