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Reti per lo Sviluppo Sostenibile

La CGIL Emilia-Romagna ha partecipato alla stesura e continua a partecipare alla fase di verifica attuativa del Patto per la rete integrata dei trasporti pubblici valido per il triennio 2011-2013. Tra i principali obiettivi del patto ci sono la qualificazione dei servizi e l'incentivo all'utilizzo del TPL, il miglioramento dell'integrazione tra le diverse tipologie di mobilitÓ, la messa a regime del sistema di tariffazione integrata regionale e il previsto affidamento del servizio ferroviario regionale a un unico operatore tramite bando europeo.
La verifica attuativa ha dovuto confrontarsi con l'intervento da parte del Governo Monti che, nel secondo trimestre del 2012, ha modificato la forma di erogazione dei finanziamenti pubblici del TPL limitando l'autonomia delle regioni ad amministrarli in rapporto al servizio pubblico del proprio territorio.

A fine 2010 la CGIL regionale, insieme a CISL e UIL, ha presentato alla Conferenza di Pianificazione per il Piano Regionale Integrato dei Trasporti, PRIT 2010-2020, un appunto sindacale firmato congiuntamente alle segreterie regionali di categoria FILT, FIT, UIL Trasporti. Il documento, finalizzato ad attivare un confronto preventivo con la giunta regionale per il riassetto del sistema e la tutela del lavoro nel settore dei trasporti, esplicita gli ambiti prioritari d'intervento per le organizzazioni sindacali in tema di:

  • mobilitÓ sostenibile nelle aree urbane;
  • trasporto ferroviario regionale e nell'area metropolitana di Bologna;
  • sistema aeroportuale regionale;
  • logistica integrata.


La CGIL Emilia-Romagna ha partecipato al confronto per l'approvazione della legge regionale sugli ATO ai fini della regolazione del rapporto tra responsabilitÓ pubblica in materia ambientale e scelte strategiche delle utilities e per la costituzione di un unico ATO regionale per superare la dimensione locale e consentire un governo integrato delle reti.
Come sostenuto dalla CGIL, infatti, era prioritario riportare il soggetto regolatore e l'impresa affidataria dei servizi al medesimo livello, costruendo un sistema di governo in capo all'ente Regione con articolazioni territoriali d'ambito. La CGIL ha seguito anche l'iter di approvazione del Piano Regionale gestione rifiuti 2020, presentato dalla Regione Emilia-Romagna, insieme a Cisl e Uil , con il coinvolgimento delle Camere del Lavoro territoriali e delle categorie interessate (FP e FILCTEM).

Insieme alle segreterie regionali Cisl e Uil, ha avviato un dibattito per individuare proposte e azioni in materia di sostenibilitÓ ambientale da sviluppare nei territori come opportunitÓ per attraversare la crisi, quali la promozione dell'innovazione tecnologica nei cicli integrati, la formazione per l'innovazione di sistema, ecc.
Infine, Ŕ stato approfondito il rapporto tra crisi e prioritÓ dei piani industriali delle multiutilities, in particolare in merito ai ritardi nella gestione dei cicli integrati, riducendo i consumi d'acqua e potenziando la raccolta differenziata, nella costituzione di Energy Saving Company e nella trasformazione di arre industriali in aree dedicate a servizi ambientali ed energetici di nuova generazione.

 
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