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La CGIL Emilia-Romagna sostiene la necessità di una profonda trasformazione del modello di sviluppo e del sistema produttivo.

Tale trasformazione deve essere fondata sull’urgenza di attuare quella transizione in senso di sostenibilità ambientale giustamente invocata dai movimenti ecologisti che si sono affermati in questi anni a partire dall’esperienza di Fridays For Future, che abbiamo convintamente sostenuto fin dalla prima iniziativa di mobilitazione.

Riteniamo, quindi, prioritario mettere a sistema tutte le politiche per lo sviluppo attorno ad un’idea di giustizia sociale e ambientale, a partire da una rinnovata attenzione alla qualità e alla dignità del lavoro.

La CGIL Emilia-Romagna è impegnata nel confronto con la Regione per l’elaborazione della programmazione in materia di Servizi Pubblici Locali, affrontando i temi della gestione dei rifiuti, dell’economia circolare, degli indirizzi delle politiche energetiche, della pianificazioni delle reti idriche.

In tal senso, è per noi prioritario il governo delle politiche di sviluppo delle grandi multiutility della Regione, a partire da Hera e Iren.

La CGIL Emilia-Romagna si confronta con la Regione in materia di trasporto pubblico locale per lo sviluppo e la q ualificazione dei servizi di mobilità, promuovendo nel contempo il rispetto dei diritti dei lavoratori nelle intere filiere e la sua transizione verso la sostenibilità ambientale.

In materia di sviluppo territoriale sosteniamo gli urgenti processi di rilancio delle aree interne e montane presenti nella nostra Regione, le quali hanno subito in questi anni le maggiori conseguenze della crisi economica e dei cambiamenti demografici in termini di spopolamento del territorio.

Il Dipartimento affronta infine i temi legati allo sviluppo dei sistemi turistici che rappresentano in Emilia Romagna quasi il 12% del PIL. Rivendichiamo la necessità di industrializzare il settore dei turismi, attraverso la riqualificazione e il rilancio del comparto. Riteniamo necessario valorizzare la qualità dell’offerta turistica e dei servizi, la capacità promozionale e l’integrazione dei turismi, l’innovazione e la modernità delle imprese del settore, la sostenibilità territoriale, ambientale e la destagionalizzazione dell’offerta e la qualità del lavoro in questo settore spesso poco tutelato e caratterizzato da elevati livelli di precarietà e frammentazione del mercato del lavoro.