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Il confronto preventivo fra la Regione Emilia-Romagna con gli attori sociali del territorio continua a misurarsi sui temi del sociale e del sanità attraverso un processo partecipativo che la CGIL Emilia Romagna rivendica e sostiene.
Nel necessario aggiornamento della nostra pagina ripercorriamo le tappe più importanti della attività di confronto e concertazione sui temi del welfare .
La CGIL Emilia Romagna sostiene il rafforzamento degli strumenti di governo pubblico del sistema e una sempre crescente innovazione dei servizi  per aumentare la capacità di presa in carico delle nuove domande di salute e di assistenza sociale, oltre che di risposte ai bisogni di educazione e dell’abitare.
I confronti sono proseguiti con la Regione Emilia Romagna in particolare sul sistema del servizio sanitario regionale.
Sul tema delle liste d'attesa sulla diagnostica e sulla specialistica il confronto ha portato alla sottoscrizione di un verbale di incontro nell'agosto del 2015, nel quale si è convenuto su diversi punti .
Il confronto più serrato, avviato sempre nel 2015, si è affrontato sulla riorganizzazione ospedaliera: pur condividendo i contenuti della nuova programmazione ospedaliera, non si è raggiunto un accordo; Si è convenuto altresì, di proseguire il confronto sul riordino ospedaliero mantenendo l'indirizzo dei precedenti PSSR che portarono a definire assetti integrati e funzionali per discipline di rilievo regionale HUB & SPOCK.
Sui posti letto si è proceduto con una riconversione e non ad un taglio, sia nel privato accreditato che nel pubblico, in attuazione del DM 70/2015 attraverso un utilizzo più appropriato dei posti letto.
Si è attuata una riorganizzazione che tenesse conto dei volumi e degli esiti anche attraverso accorpamenti di UOC e percorsi di riconversione degli OSCO.
Su alcuni di questi punti il percorso deve essere completato ed in particolare sugli OSCO (a giugno 2017 ne abbiamo solo 14 in tutta la regione) e sulla riduzione delle UOC.
Nel confronto sulla riorganizzazione della rete ospedaliera vi fu la necessità di riaggiornare il tema delle Case della Salute, già previste nel nostro sistema regionale dal 2010, al fine di darne un assetto organizzativo omogeneo sul territorio regionale e per rispondere in modo appropriato con il sistema integrato territoriale rafforzando l'integrazione tra le Case della Salute ed i diversi nodi della rete dei servizi territoriali ed ospedalieri a garanzia della continuità assistenziale.
Nel dicembre del 2016 si è convenuto sul documento “Case della Salute: indicazioni regionali per il coordinamento e lo sviluppo delle comunità di professionisti e della medicina di iniziativa”.
Nel 2016 è iniziato anche il confronto sul nuovo PSSR che ha portato all'accordo del l'11 maggio 2017 sottoscritto unitariamente.
Un accordo non scontato, perché la prima proposta della Regione, prevedeva un''impostazione non in quanto veniva introdotto il concetto di welfare di comunità a completa sostituzione dell'attuale sistema di welfare mix integrato pubblico privato.
Per la CGIL e per il sindacato unitariamente, la programmazione, la regolazione, il controllo e anche un po' di gestione dovevano rimanere saldamente in capo al governo pubblico, mentre la proposta iniziale della Regione vedeva tutti gli attori della comunità con un ruolo paritario a partire dalla programmazione.
Tenendo conto che il nuovo PSSR sostituirà completamente quello attuale, abbiamo affrontato il confronto con determinazione lavorando in termini emendativi in modo puntuale sulla proposta di testo.
Il risultato è stato l'accordo del 11 maggio 2017 nel quale viene ribadita la governance pubblica a partire dalla programmazione con l'obiettivo di assicurare un welfare inclusivo, abilitante, integrato, aperto e accessibile, che metta al centro le persone, le famiglie e i loro diritti.
Il Distretto assumerà sempre più un ruolo strategico dell'integrazione sanitaria, sociale e socio sanitaria.
Le Case della Salute, a maggio 2017 ne sono state realizzate 88 per un bacino di circa 2 milioni di persone.
La loro realizzazione dovrà proseguire per rendere esigibile l'accesso a tutta la popolazione. Negli obiettivi che ci si è dati con l'accordo, vi è la previsione di una Casa della Salute HUB per ogni distretto .
Per Casa della Salute HUB si intende una struttura nella quale siano presenti oltre ai MMG, PLS, ambulatorio infermieristico, specialistica, letti territoriali oltre alle figure professionali del sociale quali assistenti sociali compreso lo sportello sociale.
Obiettivo importante per la reale presa in carico dei cittadini che possono trovare in un unico luogo i professionisti per rispondere ai diversi bisogni sociali e sanitari. Si è convenuto inoltre che il FRNA che ammonta a 436 milioni di euro e finanziato in parte dalla fiscalità generale regionale dovrà essere strutturale e in prospettiva sarà necessario prevederne l'aumento, a fronte dell'andamento dei dati demografici. Sul sistema sanitario si dovrà passare dall'attuale modello verso un modello che valorizzi tutte le professioni sanitarie.
E' stato confermato la costituzione del Fondo sanitario integrativo sull'odontoiatria previsto dal Patto per il Lavoro del 2015 e dall'accordo CGIL CISL UIL del 19 settembre 2016. Un punto rilevante, anche questo non scontato, è stato il tema delle relazioni sindacali che hanno trovato nella conferma del confronto e della concertazione il metodo di relazione con le OO.SS. ai vari livelli istituzionali.
Nella proposta di nuovo PSSR, è stato confermato il ruolo dell'accreditamento del sociale, le ASP (aziende pubbliche di servizi), la riorganizzazione della rete ospedaliera, approvata in attuazione del DM 70 nel dicembre 2015 con la conferma di un modello di integrazione e aggregazione non solo funzionale
Sarà necessario implementare la programmazione degli OSCO (attualmente ne abbiamo 14) per dare un reale risposta territoriale a seguito della riorganizzazione della rete ospedaliera oltre che terminare la realizzazione delle 122 Case della Salute programmate di cui 88 funzionanti. Nel nuovo PSSR le aeree di intervento saranno per politiche trasversali e non più per target, anche se nei prossimi mesi si svilupperà un confronto sulle schede attuative del piano stesso.

POLITICHE ABITATIVE
La CGIL Emilia-Romagna partecipa a un tavolo di concertazione in materia di politiche abitative e relativi strumenti economico-finanziari insieme a Regione Emilia-Romagna, ANCI, UPI, CISL, UIL, sindacato degli inquilini, soggetti che rappresentano i costruttori e i rappresentanti della piccola proprietà.

SERVIZI EDUCATIVI
La CGIL ha partecipato al confronto con la Regione in materia di servizi educativi per la prima infanzia (sulla DGR 85/2012 a partire dalla L.R. 6/2012) con l'obiettivo di potenziare i servizi 0-6 anni. In particolare sono stati definiti:
• il rafforzamento del sistema dei nidi e riorganizzazione dei servizi domiciliari integrativi e sperimentali;
• il mantenimento del rapporto numerico insegnanti/bambini;
• l'omogeneità del titolo di studio per gli educatori e valorizzazione del ruolo del coordinatore pedagogico;
• la semplificazione dei requisiti strutturali e procedurali per l'autorizzazione al funzionamento dei servizi.

La CGIL ha avviato un'indagine sul sistema integrato delle scuole dell'infanzia, completo di una mappatura delle strutture, un'analisi del loro stato di salute e un monitoraggio sulla loro evoluzione.
Ancora in elaborazione l'analisi sugli esiti della sperimentazione delle Linee Guida Regionali sulla progettazione pedagogica e sul metodo di valutazione.