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Welfare

La CGIL Emilia-Romagna partecipa insieme alle altre sigle sindacali alla stesura del Piano Sociale e Sanitario Regionale. Per il biennio 2013/2014 il processo partecipativo attivato dalla Regione per il confronto preventivo con gli attori sociali del territorio si è misurato con le conseguenze delle manovre finanziarie nazionali, rifiutando la logica dei tagli lineari, e con la necessità di una maggiore omogeneizzazione dei servizi e delle prestazioni sul territorio regionale. La CGIL in particolare sostiene il rafforzamento degli strumenti di governo pubblico del sistema e una sempre crescente innovazione dei servizi  per aumentare la capacità di presa in carico delle nuove domande di salute.
Per il 2013 la CGIL ha condiviso con la Regione un piano di riordino della spesa sanitaria con il duplice obiettivo di evitare la logica dei tagli lineari, senza aumenti dell'imposizione fiscale e dei tickets, e nel contempo, continuare il percorso di riorganizzazione e innovazione del Servizio Sanitario Regionale tramite:


La Regione ha avviato il percorso di accreditamento per i servizi socio-sanitari di domiciliarità, semi residenzialità e residenzialità per anziani e disabili. La CGIL Emilia-Romagna ha avviato, insieme alle altre sigle sindacali, un tavolo permanente di confronto su tutte le fasi del processo di accreditamento e sulle sue ricadute nei 38 distretti socio-sanitari.
Dal 2009 è attivo un tavolo di contrattazione per l'adozione dell'ISEE come criterio equo ed omogeneo per la compartecipazione dei cittadini al costo dei servizi finanziati dalla Regione e dai Comuni, riducendo le diseguglianze a parità di condizioni di bisogno assistenziale e di cura sull'intero territorio regionale..

La CGIL Emilia-Romagna partecipa a un tavolo di concertazione in materia di politiche abitative e relativi strumenti economico-finanziari insieme a Regione Emilia-Romagna, ANCI, UPI, CISL, UIL, sindacato degli inquilini, soggetti che rappresentano i costruttori e i rappresentanti della piccola proprietà.

La CGIL promuove iniziative di sensibilizzazione alle problematiche delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali (LGBT), nei luoghi di lavoro e sul territorio, con l'obiettivo di contrastare cultura e contesti discriminanti anche nel mondo del lavoro.
Inoltre, si sta dotando degli strumenti organizzativi idonei ad intercettare al meglio la domanda di tutela di questepersone e costruire per loro percorsi di inserimento al lavoro e concrete opportunità occupazionali.

La CGIL ha partecipato al confronto con la Regione in materia di servizi educativi per la prima infanzia (sulla DGR 85/2012 a partire dalla L.R. 6/2012) con l'obiettivo di potenziare i servizi 0-6 anni. In particolare sono stati definiti:


La CGIL ha avviato un'indagine sul sistema integrato delle scuole dell'infanzia, completo di una mappatura delle strutture, un'analisi del loro stato di salute e un monitoraggio sulla loro evoluzione.
Ancora in elaborazione l'analisi sugli esiti della sperimentazione delle Linee Guida Regionali sulla progettazione pedagogica e sul metodo di valutazione.

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