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Contrattazione territoriale confederale

La CGIL, insieme a SPI, FP e alle categorie maggiormente coinvolte, si confronta e negozia ogni anno con le Amministrazioni comunali del territorio regionale in fase di predisposizione dei bilanci per salvaguardare il livello quantitativo e qualitativo dei servizi, l'universalità dell'accesso al welfare, l'equità e la progressività degli interventi fiscali e tributari.                                       
Negli ultimi due anni gli accordi riguardano sempre meno la condivisione di obiettivi generali e sempre di  più la destinazione prioritaria delle risorse, la regolamentazione delle entrate e i livelli minimi di servizio in campo educativo e sociale.
La significativa riduzione dei verbali d'intesa prodotti a conclusione dei confronti con le amministrazioni comunali è legata alla pesante messa in campo di aumenti della fiscalità locale - IMU, addizionale IRPEF, rette e tariffe - unitamente ai tagli dei trasferimenti statali e all'incidenza del patto di stabilità.
A fronte della crisi e dei tagli operati dal Governo, la CGIL chiede ai Comuni anziché di ridurre i servizi, di far emergere le risorse sottratte all'erario, prime tra tutte le risorse legate all'evasione fiscale. I patti anti evasione, colpendo l'evasione fiscale, portano ai Comuni risorse da destinare ai servizi sociali per mantenere quelli già esistenti e potenziare quelli a favore di pensionati e lavoratori.
A tal fine la CGIL richiede, nell'ambito degli accordi stretti con le Amministrazioni comunali, l'adesione di tutti i Comuni ai patti sottoscritti tra ANCI regionale e Agenzie delle Entrate, la sottoscrizione di protocolli direttamente con le Agenzie delle Entrate dove non sono stati realizzati patti regionali e la definizione di protocolli specifici e aggiuntivi con il sindacato con i quali concordare le linee di utilizzo del 33% delle risorse spettanti ai comuni.

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