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Processo Cemental Correggio

Giustizia per le vittime dell'amianto

Presidio davanti al Tribunale di Reggio Emilia e partecipazione all'udienza del
processo Cemental di Correggio della CGIL Emilia Romagna e di AFeVA Emilia
Romagna il giorno 9 maggio 2018 alle ore 10.00


Il giorno mercoledì 9 maggio 2018 si terrà l'udienza (forse conclusiva) del processo al proprietario della Cemental di Correggio, Franco Ponti, per avere causato il decesso per mesotelioma di Luciano Nanetti e lesioni gravi ad un altro operaio a causa del colpevole uso dell'amianto senza le adeguate protezioni previste dalla legge.

AFeVA Emilia Romagna e CGIL Emilia Romagna, invitano i cittadini, i propri iscritti e militanti a partecipare al presidio che si terrà nel piazzale antistante il tribunale (via Paterlini, 1 - Reggio Emilia) alle ore 10.00, e ad assistere all'udienza, manifestando così la propria richiesta di GIUSTIZIA.

Nelle scorse udienze abbiamo assistito alla testimonianza del Dott. Alberto Cavazza, primario del reparto di Immunoistochimica del Santa Maria Nuova di Reggio, il primo che fece la diagnosi a Luciano Nanetti, morto nel 2012, che ha confermato la diagnosi di Mesotelioma, messa in discussione dagli avvocati della difesa.

Si tratta di un appuntamento importante, in un dibattimento nel quale si sono confrontati i periti sui temi "caldi" sui quali si sta assistendo ad uno scontro che è anche scientifico in particolare sulla questione del "nesso causale".

La comunità scientifica ha già dato le risposte necessarie, le tesi riconosciute dalla comunità scientifica (seconda e terza Consensus Conference italiana e la Conferenza di Helsinky) riguardano la rilevanza di tutte le esposizioni all'amianto subite dai lavoratori durante la propria vita lavorativa, nell'insorgenza della malattia. Quindi la rilevanza penale dei reati commessi da tutti coloro che si sono succeduti alla guida dell'impresa omettendo le misure di sicurezza obbligatorie all'epoca dei fatti, contribuendo così all'insorgere della malattia.

La difesa dell'imputato, in questo contesto, ha tentato di nobilitare tesi scientifiche minoritarie e desuete avanzate da persone notoriamente in conflitto di interessi quali quelle del Dr. Boffetta, e del Dr. La Vecchia, sostenitori dell'irrilevanza delle esposizioni all'amianto successive alle prime esposizioni. Tesi smentita dalla comunità scientifica.

Naturalmente, confidiamo che i giudici, sappiano "oltre ogni ragionevole dubbio" valutare le gravi e precise responsabilità dell' imputato, sgombrando il campo da teorie desuete e minoritarie che purtroppo emergono ad opera delle difese degli imputati sempre più spesso nei processi di Amianto.

Non ci anima, il desiderio di vendetta, ma riteniamo che anche nei processi debba essere riconosciuta una verità che a livello sociale e politico è del tutto acclarata, nel rispetto della Carta Costituzionale e dei principi che in essa vengono stabiliti e ai quali la magistratura deve fare riferimento.

Ancora più importante la mobilitazione, per contrastare il succedersi di incredibili sentenze (ETERNIT, OLIVETTI, OGR BOLOGNA ecc.) che portano ad una complessiva negazione dei principi costituzionali, e in prospettiva al senso di impunità che si consolida rendendo impervia la via del riconoscimento delle responsabilità dei datori di lavoro che attraverso l'uso di cancerogeni nel lavoro e la mancata protezione dei lavoratori, determinano l'insorgenza di patologie tumorali a distanza di molti anni.

 
 
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