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Si ribadisce il metodo del confronto preventivo tra istituzioni e parti sociali per uno sviluppo basato sulla qualità del lavoro, per una maggiore sicurezza, per il contrasto al caporalato, per un welfare universale e per un’economia sociale come nuova leva di crescita.

Siamo in dirittura d'arrivo per la sottoscrizione del Patto per il Lavoro, il Clima e l'Economia Sociale: oggi sono stati assunti gli impegni con tutte le parti sociali e le istituzioni, in vista della firma definitiva a settembre.

Per la Cgil Emilia Romagna si tratta di un patto importante nel metodo e nel merito. Nel metodo, sancisce il principio del confronto preventivo tra istituzioni, sindacati, organizzazioni datoriali e associazioni della società civile: un metodo di partecipazione e democrazia che consente di affrontare in anticipo le grandi scelte che riguardano il territorio.

Nel merito, afferma con chiarezza che non può esserci sviluppo senza difesa e senza qualità del lavoro, e che occorre salvaguardare professionalità e competenze, anche di fronte alle sfide poste dall'intelligenza artificiale e dalla sovranità tecnologica.

Tra i punti per noi qualificanti: l’attenzione alle politiche di genere, il rafforzamento e la generalizzazione, anche a livello provinciale, dei tavoli di crisi per la salvaguardia occupazionale; il contrasto a illegalità, caporalato e sfruttamento, con una qualificazione delle filiere degli appalti; il principio della sicurezza sul lavoro come valore non negoziabile; la riaffermazione di un welfare pubblico e universalistico; un'idea di istruzione e formazione come motore di crescita sociale, prima ancora che economica.

Rispetto al patto del 2020, nato in piena emergenza pandemica e ormai superato dai tempi, questo aggiornamento introduce un salto culturale importante: l'economia sociale come "terza gamba" accanto a sistema pubblico e mercato, capace di redistribuire benessere e opportunità, con attenzione sia alle fragilità individuali - pensiamo agli inserimenti lavorativi - sia a quelle territoriali, come le aree montane e interne della regione.

Dal patto discenderanno tavoli specifici su trasporti, energia, nuova legge urbanistica e strategia regionale per la logistica, permettendo alla Regione di legiferare e allocare fondi con anticipo, avendo ancora davanti circa due terzi di legislatura. Il testo sarà ora sottoposto a un percorso di validazione democratica delle nostre strutture, perché sia conosciuto, vissuto e praticato come autentico strumento di partecipazione da lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, produttori e cittadini di questa regione.

Presentato in Regione il Patto per il Lavoro, il Clima e l'Economia Sociale!

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