sciopero ER legge stabilità - CGIL Emilia-Romagna Migliaia nelle piazze ER con Cgil Cisl Uil per cambiare la legge di stabilità - martedì 19/11 presidio al Ministero dell Economia - intanto cig alle stelle Migliaia di persone in tutta l'Emilia Romagna - lavoratori e lavoratrici di tutti i settori pubblici e privati, pensionati, cittadini - hanno protestato insieme a Cgil, Cisl, Uil nei cortei, nei presidi e nell'adesione agli scioperi che hanno avuto luogo in territorio regionale tra ieri e oggi, nell'ambito della mobilitazione unitaria nazionale per cambiare la legge di stabilità. Undici le manifestazioni svolte nelle 4 ore di sciopero proclamate a livello territoriale: ieri 14 novembre a Reggio Emilia e Imola, oggi a Bologna, Modena - dove i ceramisti con 8 ore di sciopero anche per il rinnovo del contratto nazionale hanno attuato vari presidi nella zona della ceramica nel distretto sassolese -, Parma, Piacenza (in corso nel pomeriggio), Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì, Cesena. "I buoni risultati delle due giornate di lotta - commenta il leader Cgil regionale Vincenzo Colla, che stamattina ha parlato alla manifestazione di Forlì, iniziata davanti ai cancelli dell'Electrolux a difesa dello stabilimento forlivese contro i rischi di delocalizzazione - rappresentano il punto di partenza di una mobilitazione più ampia, che impegna i sindacati a incidere nelle misure del governo. Martedì prossimo parteciperemo al presidio unitario organizzato in mattinata da Cgil, Cisl, Uil a Roma davanti al Ministero dell'Economia per sollecitare il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga e chiederemo in coincidenza un incontro al Ministro Saccomanni." Meno tasse ai redditi da lavoro e pensione, certezze a tutti i lavoratori esodati, rivalutazione delle pensioni, lotta efficace contro l'evasione fiscale, ripristino del contratto nazionale per i lavoratori pubblici e stabilizzazione dei precari, svolta economica per creare buona occupazione, sono gli altri punti di rivendicazione della piattaforma sindacale unitaria. Intanto i dati Inps di questi giorni sul ricorso agli ammortizzatori sociali in Emilia Romagna confermano che la crisi non da tregua: sono stati infatti superati i 74 milioni di ore autorizzate nel periodo gennaio-ottobre 2013, alle quali vanno aggiunti circa 6 milioni di ore di cassa integrazione in deroga effettuate nello stesso periodo ma ancora in attesa delle delibere autorizzative. "In sostanza - commenta Antonio Mattioli, della segreteria Cgil Emilia Romagna -, se prendiamo in considerazione lo stesso periodo dello scorso anno, siamo di fronte ad un incremento pari a circa 6 milioni di ore. I lavoratori coinvolti dal ricorso alla cassa integrazione nella nostra regione nel 2013 sono stati 124.000; a questi vanno aggiunti 43.500 lavoratori iscritti alle liste di mobilità e 122.000 domande di disoccupazione (Aspi - MiniAspi). Anche per queste ragioni Cgil, Cisl e Uil e i lavoratori sono in piazza, contro una legge di stabilità che non sceglie di ripartire dal lavoro per uscire dalla crisi. Non si vede luce in fondo al tunnel." Mayda Guerzoni Bologna, 15 novembre '13