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SICUREZZA LAVORO-lettera a Errani - CGIL Emilia-Romagna Il decreto del "Fare" non riduca le tutele su salute e sicurezza: Cgil, Cisl, Uil ER chiedono a Errani l intervento della Conferenza delle Regioni Il decreto legge cosiddetto del "Fare" (d.l. 69/13) non può ridurre le tutele sulla salute e sicurezza nel lavoro: per questo Cgil, Cisl, Uil regionali Emilia Romagna hanno scritto nei giorni scorsi al presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, chiedendo un intervento immediato della Conferenza stessa per evitare tale deriva. In particolare, il sindacato confederale chiede sostegno alla modifica degli articoli sulla sburocratizzazione della salute e sicurezza introdotti dal decreto (art. 31 e 32 del d.l. 69/13). Cgil, Cisl, Uil regionali condividono la necessità di semplificare gli adempimenti formali in materia di lavoro, purché ciò avvenga senza compromettere le tutele dei lavoratori e mortificare le competenze delle Regioni. Nella lettera ad Errani, le organizzazioni puntano l'indice contro la sostanziale esclusione dagli obblighi di legge delle "aziende a basso rischio", categoria che il decreto omette di identificare, rimandando il tutto ad un futuribile decreto ministeriale. Così come è grave, secondo i tre sindacati, "l'aver  eliminato l'obbligo della comunicazione all'autorità giudiziaria di infortuni gravi." Tali modifiche vanno a vanificare strumenti di prevenzione e tutela fondamentali dando, ad esempio, alle "aziende a basso rischio" la possibilità di semplice attestazione dell'avvenuta valutazione dei rischi, rimettendo così in discussione l'obbligo di comprendere a quali pericoli sono esposti i lavoratori per fare prevenzione. Le norme, inoltre, introducono modelli semplificati per la redazione del piano di sicurezza nei cantieri edili, caratterizzati dalla compresenza di più aziende e lavoratori autonomi, indebolendo la corresponsabilità relativa alla salute e sicurezza sul lavoro nella filiera degli appalti. Bologna, 1 luglio 2013    
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