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conferenza immigrazione Cgil ER - CGIL Emilia-Romagna Lavoro, diritti, rappresentanza: gli impegni della Cgil Emilia Romagna nella conferenza regionale sull immigrazione (10/6/2013) Una platea visibilmente multietnica come ormai da tempo è la popolazione dell'Emilia Romagna; un dibattito appassionato, ricco di voci fresche di delegati e delegate immigrati di tutti i settori e territori; interventi esterni che rafforzano disponibilità e alleanze per obiettivi condivisi: questi gli ingredienti principali della conferenza regionale sull'immigrazione che la Cgil Emilia Romagna ha svolto ieri a Bologna, sotto il titolo "Lavoro, diritti, rappresentanza". "Dobbiamo fare i conti in modo più stringente con questo fatto epocale - ha spiegato nella relazione Mirto Bassoli, della segreteria Cgil regionale -, che impone di ripensare in tempi brevi la cittadinanza, le politiche del lavoro e la contrattazione, le forme della rappresentanza e dell'organizzazione. Impegni improrogabili." In territorio regionale si contano 530.000 residenti stranieri, il 12% della popolazione, una presenza triplicata in dieci anni; 350.000 gli occupati comunitari e non, ovvero il 20% degli attivi. Ma le discriminazioni persistono, creano disuguaglianze che assegnano di fatto agli immigrati i lavori più poveri mentre anche il dare/avere, il rapporto tra quanto versano in tasse e contributi e quanto ricevono in servizi e previdenza, risulta a loro netto svantaggio. "Dinamiche nazionali che valgono anche in Emilia Romagna - osserva Bassoli -, seppur attenuate da uno stato sociale più inclusivo e da sindacati attenti a contrastare le discriminazioni." La Cgil regionale ha messo al centro dell'appuntamento di ieri alcune parole d'ordine, a partire dalla radicale riscrittura di parti importanti della attuale legislazione, con la modifica della legge Bossi-Fini per superare il "contratto di soggiorno per lavoro subordinato", ovvero il legame diretto tra permesso di soggiorno e possibilità di impiego; altro punto è l'abolizione del reato di clandestinità con relativa chiusura dei Cie-centri di identificazione ed espulsione (due sui tredici in Italia sono a Bologna e Modena). La cittadinanza è un tema chiave per la Cgil, che punta a nuove norme in questo campo: jus soli "temperato", naturalizzazione, diritto di voto alle elezioni amministrative (in alcuni comuni emiliano romagnoli riguarda fino a un quinto della popolazione). Anche il piano del lavoro della Cgil e le piattaforme rivendicative della contrattazione, compresa quella sociale-territoriale, dovranno declinare con concretezza gli obiettivi dell'uguaglianza, attraverso progetti e rivendicazioni nel campo della formazione, delle qualifiche, delle retribuzioni. "Questi lavoratori - rileva ancora Bassoli - hanno fatto irruzione tra i tesserati Cgil: ne contiamo ormai il 18% tra gli attivi ma qualcosa non va se la loro presenza diventa poi pressocchè irrilevante negli organismi di rappresentanza a partire dai luoghi di lavoro. Sono solo il 3,5% i delegati immigrati eletti nelle Rsu, percentuale che sfuma man mano che si entra nei comitati direttivi delle categorie, delle camere del lavoro e su fino agli organismi esecutivi. Un buco che registriamo anche nei servizi. Il congresso dovrà determinare una svolta." Nel ridisegnare le forme organizzative, va messo in discussione il coordinamento immigrati, strumento che ha svolto una funzione molto significativa fin qui, ma che oggi mostra i suoi limiti di organismo parallelo, mentre cresce il bisogno di creare vera integrazione. E la Cgil regionale riflette su nuove strade da intraprendere anche compiendo alcune forzature, come ha sottolineato il suo leader Vincenzo Colla, profilando l'ipotesi delle quote, o comunque di vincoli tali da garantire l'ingresso dei delegati immigrati negli organismi dirigenti delle strutture, affinché siano più rappresentativi della realtà che già nei luoghi di lavoro è molto più avanti. Della giornata di ieri sono inoltre da segnalare l'intervento dell'assessore regionale Teresa Marzocchi ("Questa è una battaglia che conduciamo insieme e dobbiamo accelerare il percorso, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione a partire dai Fondi europei per l'integrazione") e nel pomeriggio la tavola rotonda tra la segretaria Cgil nazionale Vera Lamonica, Vittorio Angiolini della Consulta giuridica Cgil nazionale e Massimo Spaggiari dell'Arci Emilia Romagna. Nel dibattito è stata valorizzata più volte, come contributo positivo al cammino dell'integrazione, la nomina della ministra Cecile Kyenge, che - impossibilitata a partecipare come da programma per sopravvenuti impegni istituzionali - ha inviato alla conferenza un video messaggio, semplice e breve, nel quale ribadisce l'impegno a cambiare le politiche governative. Mayda Guerzoni  
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