Così non c'è futuro per l'Italia. Il piano dell'ENI, col silenzio del Governo, va contrastato - CGIL Emilia-Romagna
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Così non c è futuro per l Italia. Il piano dell ENI, col silenzio del Governo, va contrastato - CGIL Emilia-Romagna Così non c è futuro per l Italia. Il piano dell ENI, col silenzio del Governo, va contrastato Oltre 3.500 addetti nel settore (2.400 VERSALIS) e più di 10.000 nell'indotto nei due petrolchimici di FE e Ravenna Dopo la parziale cessione delle quote azionarie di Saipem, il Gruppo Eni mette in vendita la chimica (Versalis) e si appresta a diventare un gruppo che opera esclusivamente all'estero trasformandosi progressivamente in una Oil Company; in questo modo si perdono quelle caratteristiche di azienda integrata e di "sistema" in grado di garantire l'insieme del ciclo produttivo, dall'estrazione al consumo. INACCETTABILE! Per Eni e per l'Italia cedere la raffinazione significa in larga parte perderla; rinunciare alla chimica "verde" significa precludere il futuro all'Italia; abbandonare alcune attività di Saipem o mettere in discussione la presenza nel segmento retail della Direzione Gas & Power vuol dire svilire opportunità e determinare gravi problemi occupazionali. Cancellare gli investimenti e ridurre le manutenzioni nella perforazione comporta la perdita di posti di lavoro e di un grande patrimonio di professionalità e sicurezza in un ambito ad altissima tecnologia e specializzazione. Dismettere la chimica con i suoi stabilimenti di Versalis a Porto Marghera, Ferrara, Mantova, Ravenna, Brindisi, Priolo, Ragusa, Porto Torres e Centro ricerche (oltre 6000 lavoratori tra diretti ed indiretti), per il nostro paese significa indebolire il futuro industriale e mettere a rischio intere filiere manifatturiere e rinunciare a guidare la transizione e l'adeguamento del proprio processo produttivo verso produzioni "green" e per una chimica innovativa. Così saremo condannati ad importare prodotti sostenibili dall'estero e ci prepariamo ad essere sempre più dipendenti negli scambi internazionali; altro che modernizzazione del paese! Nell'incontro con il Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi e con il management di Eni, l'azienda non ci ha convinti e l'intervento del Governo (che è anche la proprietà) è stato debole, tardivo e reticente. Va sgombrato il campo sulle trattative con SK Capital: un fondo che non può essere un partner credibile per fungere da attore nel rilancio delle potenzialità produttive di Versalis sia perché è privo di un progetto industriale e sia perché non ha la forza economico finanziaria sufficiente per acquistare il 70% di Versalis (il suo capitale vale meno degli impegni di investimenti che Versalis dovrà fare nei prossimi anni); non è credibile che ENI, con la cessione del 70% della proprietà possa avere il potere, domani, sulle decisioni strategiche perché deciderà la maggioranza. L'impegno del Ministro Guidi a tenere aperto il tavolo ministeriale è debole e tutto ripiegato ad attendere gli esiti di un eventuale accordo, senza porre condizioni che assicurino vere garanzie per il futuro di una parte strategica dell'industria italiana . Per questo FILCTEM FEMCA UILTEC chiedono che si discuta un piano industriale anche prevedendo un possibile intervento della Cassa Depositi e Prestiti. FILCTEM FEMCA e UILTEC esprimono condivisione ed apprezzamento per il documento del 14 gennaio 2016 con il quale le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto rivolgono al Governo un pressante invito ad occuparsi della cessione da parte di ENI del controllo di Versalis. Si chiede un proposta organica di politica industriale per garantire una prospettiva all'industria chimica italiana alla luce della quale valutare le scelte messe in campo da ENI per Versalis. Il documento delle Regioni pone ENI e Governo davanti alla necessità di una risposta chiara che si confronti con le esigenze di fondo dell'apparato industriale del Paese e dei nostri territori. Le OOSS riconoscono alla Giunta Regionale dell'Emilia Romagna e alle Amministrazioni Comunali di aver perseguito con tenacia e determinazione il confronto con le altre Regioni al fine di approdare ad un risultato in grado di incidere sulle scelte di disimpegno dalla chimica. La presenza dei 4 siti petrolchimici interconnessi di Marghera, Mantova, Ferrara e Ravenna richiedono infatti una visione strategica comune volta a difendere ciò che resta delle filiere della petrolchimica italiana. Il valore strategico di tale infrastruttura è fondamentale ai fini della protezione, dello sviluppo e della competitività delle migliaia di piccole e medie imprese trasformatrici a valle, presenti nei territori delle tre regioni (filiere della gomma plastica; tessile; biomedicale; automotive; alimentare; ecc.). In particolare va posta grande attenzione alla produzione di poliolefine per "garantire una prospettiva di lungo periodo alla petrolchimica del quadrilatero padano", in grado di accompagnare in una logica di "complementarietà e di sostenibilità reciproca" anche lo sviluppo della cosiddetta "chimica verde". La stessa possibilità di prosperare in un mercato complesso ed in costante evoluzione come quello degli elastomeri è preclusa senza un continuo aggiornamento del portafoglio prodotti conseguibile solo con la valorizzazione della ricerca e con l'innovazione impiantistica. Chiediamo pertanto un chiaro impegno per realizzare gli investimenti previsti nei prossimi 2-3 anni (quasi 500 milioni di Euro) nei 2 petrolchimici assieme allo sviluppo sulla R&S ed alle garanzie per le attività di esplorazione ed estrazione dell'ENI. Positivo e da consolidare, dandogli sbocco in una vera è propria piattaforma condivisa, è stato il lavoro del tavolo regionale per lo sviluppo dei poli industriali petrolchimici di Ferrara e Ravenna, istituito dalla Regione Emilia Romagna in occasione della vertenza ENI del luglio - settembre 2014, che ha consentito una concertazione positiva in questi mesi tra istituzioni, sindacato e Unindustria - Confindustria locali. In questo quadro di profonda incertezza per il futuro produttivo dei poli industriali petrolchimici si innesta anche l'iniziativa messa in atto da L. Basell contro la rappresentanza sindacale ed il licenziamento del delegato Luca Fiorini; un atto che prefigura un grave attacco alle agibilità e libertà sindacali ed un progressivo allentamento dell'impegno e del rapporto con il territorio da parte della multinazionale. Le federazioni regionali Femca Filctem Uiltec chiedono pertanto con forza l'IMMEDIATA REVOCA del LICENZIAMENTO. Il 20 gennaio sciopero nazionale di 8 ore dei lavoratori Eni e Saipem A Ferrara alla Manifestazione - Assemblea parteciperà il Segretario nazionale della CGIL Susanna CAMUSSO e la segretaria Regionale FEMCA-CISL Luisa TOSCHI mentre a Ravenna interverrà il segretario nazionale della Uiltec Paolo PIRANI . Nel pomeriggio è previsto l'incontro con Stefano BONACCINI, Presidente della Regione Emilia Romagna. Per il 21 gennaio l'Assessore Palma COSTI ha convocato il tavolo regionale della chimica con le istituzioni locali e le parti sociali. Bologna, 19 gennaio 2016