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APPELLO AL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA E AL GOVERNO:IL PROCESSO AEMILIA SI SVOLGA A REGGIO EMILIA. #sipuoesideve - CGIL Emilia-Romagna APPELLO AL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA E AL GOVERNO:IL PROCESSO AEMILIA SI SVOLGA A REGGIO EMILIA.#sipuoesideve Al Presidente del Consiglio dei Ministri Al Ministro di Grazia e Giustizia e p.c. Regione Emilia Romagna  Provincia di Reggio Emilia  Comune di Reggio Emilia e p.c. CGIL-CISL-UIL Nazionali Libera Nazionale Legambiente Nazionale Associazione della Stampa Nazionale Ordine dei Giornalisti Nazionale Cgil, Cisl, Uil, Libera, Legambiente, Associazione della Stampa, Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna rivolgono un appello al Ministero di Grazia e Giustizia ed al Governo affinché vengano assunte le decisioni necessarie e stanziate le risorse atte a  consentire lo svolgimento del processo Aemilia , nel luogo preposto, la città di Reggio Emilia. Abbiamo sostenuto le ragioni di opportunità del mantenimento in Emilia della fase preliminare, prendendo positivamente atto, a suo tempo, della scelta della Regione Emilia Romagna di reggere uno sforzo straordinario per sostenere i costi previsti per lo svolgimento di un maxi-processo di mafia in questa regione.Ci siamo costituiti come Parte Civile insieme a numerose altre Associazioni e Istituzioni, nel procedimento, con l'obiettivo di far emergere con determinazione la volontà di reagire della società emiliano romagnola contro l'azione perpetrata dall'organizzazione 'ndranghetista che ha provato a mettere radici in questa regione. La pericolosa deriva di legalità da essi generata ha prodotto effetti devastanti in numerosi settori economici e nella condizione di tantissime persone. Sono stati realizzati atti che prefigurano un modello di società basata sulla corruzione, l'inganno, l'intimidazione, la prevaricazione dei più forti a scapito dei più deboli, il mancato rispetto delle regole, quindi, la riduzione della libertà e della democrazia. La società civile, il mondo dell'informazione, chiunque abbia in questi anni messo in atto un'azione di contrasto alle mafie, sono stati colpiti, così come il mondo del lavoro. Oggi il problema si ripropone, in vista della fase dibattimentale che era stata fissata a Reggio Emilia, che si aprirà nei prossimi mesi.E' evidente che questa società e questa terra, così duramente aggredite dall'attività messa in atto dal sodalizio criminale, non possono vedere allontanarsi il luogo di svolgimento del processo dai "territori in cui sono stati messe in atto le attività criminali di insediamento o di operatività del reato associativo di stampo mafioso" . Nelle scorse settimane, la pretesa dei difensori di diversi imputati di spostare il processo in Calabria ha trovato una opportuna risposta nella decisione di diniego assunta dal G.U.P .. Siamo di fronte ad "un'organizzazione criminale autonoma che dalla provincia di Reggio Emilia si irradia nel resto del nord-Italia con modalità specifiche e peculiari".Oggi rischiamo di assistere al paradosso dell'allontanamento del processo da questi luoghi a causa di problemi di natura amministrativa. Tutto ciò per noi sarebbe inaccettabile! Siamo convinti che la celebrazione del processo in questi luoghi rappresenti il vero punto di svolta nel contrasto all'infiltrazione della criminalità organizzata nel nostro territorio. In quell'aula, dove si celebrerà la giustizia in nome del popolo italiano, oltre agli imputati, ed ai loro avvocati, è importate che sia garantita la presenza anche della parte di quel popolo che ha deciso di stare dall'altra parte, dalla parte giusta del mondo, a cominciare dai ragazzi delle scuole. Quindi ci uniamo alle voci di coloro -Istituzioni, Associazioni, ecc...- che in questi giorni hanno chiesto con forza che il processo Aemilia possa svolgersi a Reggio Emilia. In ultima istanza, riteniamo che i Ministeri preposti e l'insieme del Governo abbiano l'obbligo morale e civile di mettere il Tribunale e la città che costituiscono il "Giudice Naturale" in questo processo, nelle condizioni di esercitare in modo adeguato il diritto a veder svolgere in quel luogo il dibattimento, provvedendo agli allestimenti ed alle dotazioni di organico necessarie.Ci auguriamo che ogni soggetto o istituzione coinvolta faccia ciò che è nelle proprie possibilità per garantire questo diritto ai cittadini che hanno scelto di stare dalla parte della legalità e della giustizia. Siamo convinti e confidiamo che il nostro appello non cadrà nel vuoto . Vincenzo Colla - Segretario generale CGIL E.R   Giorgio Graziani - Segretario generale CISL E.R. Giuliano Zignani - Segretario generale UIL E.R. Daniele Borghi - Referente regionale Libera E.R. Lorenzo Frattini - Presidente Legambiente E.R. Serena Bersani - Presidente Associazione della Stampa E.R. Antonio Farné - Presidente Ordine dei Giornalisti E.R. Bologna 2 dicembre 2015   
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