Rivoluzione nei porti. I punti fermi del sindacato - CGIL Emilia-Romagna
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Rivoluzione nei porti. I punti fermi del sindacato - CGIL Emilia-Romagna Rivoluzione nei porti. I punti fermi del sindacato Relativamente a quanto sta delineando la proposta del ministro Delrio rispetto al riordino della governance portuale, del lavoro e delle attività commerciali nei porti, Cgil e Filt Cgil di Ravenna e dell'Emilia Romagna rimarcano alcuni elementi imprescindibili per lo sviluppo, la tutela del lavoro, della sicurezza e della legalità. In primo luogo, e non per mero campanilismo, la proposta di un'unica autorità di sistema portuale che comprenda Trieste, Venezia, Ravenna e Ancona, con sede a Venezia, non risponde alla realtà dei traffici e delle specificità che oggi caratterizzano gli scali (Ravenna ad esempio è il primo porto in Italia per rinfuse) e mortifica, nelle modalità per la definizione dei soggetti di governo o di direzione, la partecipazione alle decisioni dei territori e delle comunità coinvolte, a partire dalla Regione, dal Comune e dalla Provincia. Un agglomerato come quello proposto dal ministro Delrio danneggerebbe irreparabilmente Ravenna e le possibilità di intervento e investimento nel porto della regione Emilia Romagna. Al contrario, Cgil e Filt Cgil si stanno battendo perchè non si perda la possibilità di un investimento infrastrutturale che risponda sia alle esigenze immediate che a quelle di prospettiva per valorizzare al massimo le potenzialità di sviluppo e occupazionali del nostro porto.Relativamente alla tutela del lavoro portuale, della sicurezza e della legalità, il 6 marzo scorso abbiamo dichiarato lo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici del porto di Ravenna, aderendo allo sciopero nazionale dei porti. I soci e i dipendenti della Cooperativa portuale, della Compagnia portuale, i lavoratori portuali interinali, i dipendenti delle imprese terminaliste e dell'Autorità portuale, i lavoratori dei servizi tecnico nautici (equipaggi dei rimorchiatori, piloti del porto, pilotini, ormeggiatori) hanno aderito al 100% a questo sciopero generale della portualità italiana proclamato dal sindacato.Ci siamo battuti e ci battiamo contro la distruzione delle regole e della legalità nel lavoro portuale e contro la balcanizzazione e la concorrenza al massimo ribasso, a danno della sicurezza, delle garanzie di intervento in caso di emergenza, della professionalità e dei diritti fondamentali dei lavoratori e delle lavoratrici. Lo smantellamento delle attuali Compagnie portuali (ex art. 17 l. 84/94) e la messa a libero mercato di attività fondamentali per la sicurezza in porto e in mare, quali quelle garantite dai servizi tecnico nautici, non possono che produrre abbassamento di professionalità, formazione e sicurezza in un settore peculiare per lo sviluppo e riproporre, anche in un ambito oggi regolamentato, logiche di sfruttamento e irregolarità dettate unicamente dalla rincorsa al minor costo.Questa corsa al ribasso verrebbe pagata esclusivamente dai lavoratori, abbattendo le condizioni di sicurezza e di diritto e aprendo le porte a infiltrazioni di illegalità e irregolarità già oggi, purtroppo, ampiamente diffuse nel resto del mondo della logistica. Invece di produrre una normativa che recuperi il far west presente nel facchinaggio e nell'autotrasporto si cerca di abbattere quelle poche regole che hanno garantito finora legalità e sicurezza in porto. Come sindacato difendiamo inoltre il contratto nazionale collettivo dei lavoratori dei porti quale elemento di garanzia e di tutela di tutti i lavoratori portuali e dei lavoratori dell'Autorità portuale, che fino ad oggi, in ragione della Legge 84/94, ha garantito condizioni omogenee, professionalità e investimenti in formazione e sicurezza.Questo patrimonio collettivo non deve essere distrutto.Se le volontà del Governo andassero in questa direzione le lavoratrici e i lavoratori dei porti torneranno in piazza per difendere quello che è a loro più caro: il lavoro, lo sviluppo, la sicurezza e la legalità. Ravenna, 25 maggio 2015 Vincenzo Colla , segretario generale della Cgil Emilia Romagna Michele De Rosa , segretario generale della Filt Emilia Romagna Costantino Ricci , segretario generale della Cgil della provincia di Ravenna Danilo Morini , segretario generale della Filt Cgil della provincia di Ravenna