CERCAFBTWITTERinstagramyoutube
CERCAFBTWITTERinstagramyoutube
testata spacer
Cricca della logistica: ieri a Padova, il 4 marzo 2015 a Forlì! - CGIL Emilia-Romagna Cricca della logistica: ieri a Padova, il 4 marzo 2015 a Forlì Il Giudice Alessandro Apostoli Cappello lunedì 19 maggio 2014, in poche parole, dichiara incompetente il collegio padovano accogliendo la richiesta degli avvocati difensori degli imputati e ordina la trasmissione degli atti del Pubblico Ministero Orietta Canova a Forlì. Il tutto nasceva il 17 febbraio 2014, a causa della richiesta del Pubblico Ministero del processo, in corso da tre anni, e ormai alle battute finali, che chiedeva la modifica dei capi di imputazione con l'inserimento dei reati più gravi tra quelli oggetto di contestazione agli imputati tra cui l'ipotesi di bancarotta fraudolenta in tre fallimenti, il primo dei quali risulterebbe essersi consumato a Forlì e riguardante il fallimento Dragon Fly società cooperativa a responsabilità limitata. Gli avvocati delle difese si sono immediatamente inseriti il 5 maggio 2014 per sollevare a questo riguardo la domanda al giudice di "competenza territoriale". A nulla sono serviti gli appelli degli avvocati difensori delle parti civili, memorie depositate i giorni precedenti l'udienza del 19 maggio scorso che evidenziavano la inammissibilità della domanda attorea delle difese degli imputati di "competenza" perché l'azione risulta "tardiva",  non corredata da mancati diritti delle difese, non intacca l'imparzialità del giudice, infine e non ultimo, contrario all'interesse dell'ordine e della speditezza del processo. Lo spostamento di sede fa ripartire il processo, vanificando in modo pesante il probabile celere giudizio di merito. Siamo preoccupati perché sempre più malfattori sono interessati ai termini delle prescrizioni o a sfuggire dai processi utilizzando tutti i cavilli processuali. Far ripartire il processo a Forlì è fatto di grande gravità sociale! Ci adopereremo, in qualità di parte civile a Forlì già dall'udienza del 4 marzo p.v., perché sia possibile utilizzare tutta la fase padovana del processo, per avere in tempi accettabili la sentenza di primo grado. Ogni giorno, nelle nostre Regioni, contrastiamo con tutti i mezzi sindacali leciti a disposizione malavita, malaffare, delinquenza economica che lucra su cooperative false e spurie. Si usano vari mezzi a questo fine da: consorzi prezzolati controllati da malavitosi; committenze compiacenti basta pagare il meno possibile i servizi richiesti; minacce dirette a delegati e segretari della CGIL; lentezze e "distrazioni" in servitori dello Stato o delle Istituzioni; cooperative dalla vita breve che lasciano il posto alle "dormienti"; contributi e tasse non pagate; continui cambi appalto con relativo corredo di licenziamenti di delegati sindacali e lavoratori "scomodi"; stipendi, ratei, TFR non onorati. Abbiamo confidato che il processo a Padova alla cosiddetta "cricca della logistica" consentisse nella prima piazza logistica del nord est di fare da monito ai troppi affaristi di cui pullula questo "mercato" dei facchini. Nei vari comunicati sindacali che hanno accompagnato questo processo in cui siamo parte civile, abbiamo sperato per qualche attimo che l'onda degli arresti, il clamore del processo, facesse da argine alla diffusa situazione di illegalità della cooperazione. Invece niente, dopo un comprensibile sbandamento di pochi giorni, tutto è ripreso come prima. Troppo forte l'interesse allo sfruttamento della manodopera migrante a poco prezzo.Abbiamo apprezzato l'iniziativa di Libera fatta con la CGIL "infiltrazioni legali" per mettere al bando la falsa cooperazione e conquistare una legge che riveda in profondità tutta la fattispecie dei reati depenalizzati come il "falso in bilancio". La CGIL sta raccogliendo le firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sulla revisione della attuale condizione di sfruttamento di appalti e sub - appalti che hanno snaturato funzioni e ruolo della cooperazione. Noi non molleremo la presa, non ce lo possiamo permettere, perché svolgiamo nella società un ruolo fondamentale di sostegno a tutela dei diritti dei lavoratori. Pensiamo che reati gravi non sia lecito che la facciano franca.Siamo consapevoli che buona parte dei reati, i soggetti coinvolti, le relazioni con la committenza e le istituzioni ed Enti, avrebbero meritato una equa sentenza a Padova. Lo spostamento a Forlì non fa venire meno interesse e partecipazione democratica sindacale. Vi chiediamo attraverso una puntuale, corretta e continua informazione ai portatori d'interesse di fare in modo che il processo di Forlì sia al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica. La FILT CGIL è convinta che solo una sentenza celere e giusta favorisca il necessario argine alle troppe filiere di appalti sporchi e in mani criminali!  Segreterie FILT CGIL Veneto e Emilia Romagna  
powered by social2s