Cariche della polizia sui manifestanti all'Alcar Uno di Castelnuovo R. (MO) - CGIL Emilia-Romagna
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Cariche della polizia sui manifestanti all Alcar Uno di Castelnuovo R. (MO) - CGIL Emilia-Romagna Cariche della polizia sui manifestanti all Alcar Uno di Castelnuovo R. (MO) La peggior risposta che le istituzioni potevano dare nella vertenza Alcar Uno di Castelnuovo Rangone (MO) è proprio quella che hanno dato oggi: manganello e lacrimogeni. Nella lavorazione delle carni, a Modena come in tutta Italia, c'è un problema di legalità. Nella contestabile e discutibile organizzazione del lavoro, con appalti, sub appalti a false cooperative, che cambiano nome ogni due anni, germoglia l'illegalità. Situazioni che la Flai Cgil sta denunciando da oltre dieci anni. L'illegalità non è determinata da chi, oggi, protesta con blocchi e picchetti, ma da chi, per anni, molti e troppi anni, ha impunemente utilizzato discutibili appalti andando sotto a tutti i minimi contrattuali e di legge generando sfruttamenti, elusioni ed evasioni fiscali e contributive di ogni genere. Quando si denunciano questi fatti, invece di trovare soluzioni contrattuali, cosa accade? Si allontanano o si licenziano i sindacalisti, si denunciano i dirigenti sindacali e si cambiano gli appalti come in un gigantesco gioco dell'oca. È quello che accade all'Alcar Uno , alla Globalcarni, alla Citterio di Modena , o come potrebbe accadere alla stessa Castelfrigo fra pochi mesi. Intanto arrivano accertamenti fiscali a ignari soci lavoratori per le modalità di pagamento a cui dovevano sottostare, mentre i loro caporali e committenti, se ne stanno tranquilli godendo della depenalizzazione della somministrazione illegale di manodopera, introdotta dal governo a inizio anno. Qualche lavoratore, dopo sei o sette cambi di appalto, con conseguente peggioramento delle condizioni lavorative e contrattuali, potrebbe non avere la necessaria luciditá per protestare democraticamente. Questo distretto, questo comparto produttivo, modenese e italiano deve trovare una soluzione di sistema per arginare e isolare chi non rispetta leggi e i contratti di lavoro. A rischio c'è l'esistenza delle aziende che vogliono rispettare leggi e contratti, ma anche dello stesso comparto. Per questi motivi, le Istituzioni, avrebbero dovuto mandare la polizia da un'altra parte, dentro quelle aziende che oggi hanno liberato da chi protestava. Bologna, 17 novembre 2016