CGIL E.R.: in merito alla iniziativa odierna della Camera Penale di Modena - CGIL Emilia-Romagna
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CGIL E.R.: in merito alla iniziativa odierna della Camera Penale di Modena - CGIL Emilia-Romagna CGIL E.R.: in merito alla iniziativa odierna della Camera Penale di Modena La decisione della Camera Penale di Modena di invitate due imputati del processo Stato-Mafia in veste di relatori al seminario "Criminalità organizzata e terrorismo: tra prevenzione, repressione e diritti di libertà", lascia piuttosto sconcertati . Si tratta del generale Mario Mori , ex comandante del ROS dei Carabinieri, e del suo storico braccio destro il colonnello Giuseppe De Donno , per i quali il Pubblico Ministero ha chiesto nel gennaio scorso rispettivamente 15 e 12 anni di carcere, dopo quattro anni e otto mesi di udienze nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone, a Palermo. La sentenza deve ancora essere pronunciata ma lo stupore non riguarda la verità giuridica che toccherà al Collegio accertare. Attiene piuttosto all'opportunità etica e morale di invitare a parlare di prevenzione nella lotta alla criminalità organizzata due personaggi che debbono rispondere dell'accusa di violenza o minaccia a un corpo politico dello Stato. Che sono alla sbarra secondo la Procura per avere "trattato con la mafia di Totò Riina mentre esplodevano le bombe tra la Sicilia e il continente" negli anni Novanta. In Emilia Romagna è in corso di svolgimento il lungo processo Aemilia , sulle infiltrazioni e sugli affari illeciti della 'ndrangheta nei nostri territori. Un processo che attraverso le indagini e le sentenze di Bologna ci ha insegnato quanto sia importante la cultura del rigore e della prevenzione quale argine all'omertà e alla collusione con gli interessi mafiosi. Quella prevenzione che si fa educando la comunità locale al rispetto della legalità e chiudendo le maglie, soprattutto in Emilia Romagna, della "zona grigia" in cui interessi eversivi delle mafie e interessi illeciti di origine locale si incontrano. Rubando risorse economiche, seminando violenza e paura, stracciando i diritti di migliaia di persone. La presunzione di innocenza è doverosa in uno Stato di diritto e vale anche per il generale Mori e per il colonnello De Donno, ma il principio giuridico nulla ha a che vedere con l'etica dei valori e dei simboli che facciamo nostri. Avere scelto quei due imputati eccellenti per un corso di formazione che attribuisce addirittura un punteggio ai partecipanti quale credito etico, ci pare più una provocazione che una opportunità . Come provocazione ci era parsa l'iniziativa della stessa Camera Penale di istituire un Osservatorio sul giornalismo, per "controllare" cosa scrivono i corrispondenti di cronaca giudiziaria nei processi in corso. La Segreteria CGIL Emilia Romagna Bologna, 16 marzo 2018