Legge urbanistica regionale: bene lo stop al consumo di suolo. Prioritario investire sulla rigenerazione urbana - CGIL Emilia-Romagna
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Legge urbanistica regionale: bene lo stop al consumo di suolo. Prioritario investire sulla rigenerazione urbana - CGIL Emilia-Romagna Legge urbanistica regionale: bene lo stop al consumo di suolo. Prioritario investire sulla rigenerazione urbana La proposta di legge regionale sull'urbanistica contiene due obiettivi oramai largamente condivisi da tutte le forze politiche, economiche e sociali: lo stop al consumo del suolo e l'intervento improcrastinabile per la qualificazione e la rigenerazione del tessuto urbano esistente ed è stata oggetto di un apprezzato percorso partecipativo e approfondito confronto preventivo con le organizzazioni economico - sociali e professionali nell'ambito del tavolo appositamente costituito dall'assessorato. La previsione di inserire un tetto al consumo del suolo e introdurre il cosiddetto "saldo zero" è reso necessario per garantire la sostenibilità ambientale della nostra regione a fronte di un'espansione edilizia consistente verificatasi soprattutto negli anni precedenti alla crisi economica. Crisi che ha tra l'altro determinato una drastica caduta dei valori immobiliari e ha dato luogo alla presenza sul mercato di un notevole invenduto immobiliare. Inoltre le previsioni urbanistiche contenute nei piani comunali consentirebbero un'ulteriore espansione - prevalentemente residenziale - di circa 250 kmq che, per le ragioni summenzionate, andrebbe complessivamente contenuta nel limite del 3% dell'attuale territorio urbanizzata. Riteniamo dunque positivo limitare il consumo di suolo e introdurre il "saldo zero", in particolare per gli insediamenti residenziali e proponiamo che le residue capacità edificatorie, nell'ambito della fase transitoria che accompagna l'entrata in vigore delle nuova legge urbanistica regionale vengano in maggior misura normativamente definite al fine di contrastare il rischio di una accelerazione della cementificazione. Altrettanto prioritaria è la necessità di intervenire sulla rigenerazione e riqualificazione urbana: il recupero e la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici, il ridisegno di ampie aree urbanizzate, in particolare nelle periferie, unitamente ad una rinnovata qualità urbana, rappresentano gli obiettivi che la nuova legge urbanistica deve imprescindibilmente conseguire. Gli strumenti prospettati allo scopo, dalla semplificazione delle procedure urbanistiche alle premialità economiche, ci paiono adeguati e tali da mobilitare gli investimenti pubblici e privati e il risparmio delle famiglie, approfittando degli sgravi previsti all'uopo dalla legge di stabilità e incentivando lo sviluppo e la ripresa di un mercato edilizio, da sempre leva per la ripresa economica e occupazionale più generale. Il Piano Urbanistico Generale attraverso la strategia per la qualità urbana ed ecologico ambientale ha le potenzialità per determinare una migliore progettualità per lo sviluppo di politiche per l'edilizia residenziale sociale tenendo conto delle trasformazioni dei sistemi sociali e produttivi e delle dinamiche demografiche. Particolare attenzione andrebbe infine posta alle politiche di riqualificazione e rigenerazione delle parti più sofferenti delle città, che esigerebbero politiche di diradamento e non di addensamento e alla deroghe dei servizi e degli standard di prossimità. In materia di territorio rurale condividiamo l'obiettivo di contenere la dispersione abitativa rafforzando semmai le condizioni di sostenibilità quali l'accessibilità e la presenza minima dei servizi per il recupero del patrimonio esistente. Per incentivare la rimozione dei manufatti non più funzionali all'attività agricola, ribadiamo la necessità di contenere in misura non superiore al 10% (20% nel caso siano necessarie opere di bonifica del sito) la quota di recupero delle superfici interessate. Relativamente ai nuovi strumenti di pianificazione ravvisiamo innanzitutto che il rimando agli Atti di Coordinamento per la definizione dei contenuti fondamentali dei piani, renderà necessario per la predisposizione degli stessi, come è avvenuto per la proposta di legge in esame, il confronto preventivo con le rappresentanze economiche e sociali; riteniamo inoltre fondamentale che gli Accordi Operativi specifichino quanto stabilito dal PUG e non possano disattendere i contenuti del Documento di Strategia Urbana e Qualità Ambientale contenuto nello stesso PUG. Sarebbe infine importante che gli Accordi Operativi non vengano promossi esclusivamente sulla base di iniziative private, ma anche dei Comuni. La mancanza infine della necessaria chiarezza sull'architettura istituzionale, dopo la bocciatura del referendum confermativo della riforma costituzionale, potrebbe prefigurare una ridotta capacità di governo in ambito sovra comunale. In materia proponiamo, un rafforzamento del ruolo della Regione attraverso il PTR ed un coordinamento potenziato della funzione di pianificazione urbanistica e territoriale delle province anche in forma associata in ambito di area vasta, nei confronti delle unioni comunali e dei comuni stessi. In conclusione, la semplificazione e l'accelerazione prevista per l'approvazione dei piani, senza il vincolante coinvolgimento, non solo dei diretti portatori di interessi, ma della cittadinanza attraverso le loro espressioni collettive, va superato introducendo processi formali di partecipazione a partire dalla definizione del PUG. Bologna, 1 marzo 2017