IL DRAMMA ALMAVIVA - CGIL Emilia-Romagna IL DRAMMA ALMAVIVA La vertenza Almaviva purtroppo si è conclusa nel peggior modo possibile:1666 LAVORATORI e LAVORATRICI della sede romana di Almaviva perderanno il proprio posto di lavoro, e migliaia di famiglie rimarranno sul lastrico. Tutto questo è inaccettabile e le responsabilità portano in maniera chiara un nome e un cognome: GOVERNO e AZIENDA. Il Governo infatti non ha mai voluto affrontare in maniera concreta la crisi di tutto il settore dei call center prevedendo norme che eliminassero in toto le gare al massimo ribassoofferta economicamente più vantaggiosa. È evidente che se una commessa, pubblica o privata che sia, viene attribuita al costo di 31 centesimi al minuto e il costo per il lavoratore è di 55 centesimi, ci troveremo sempre di fronte ad una politica aziendale tesa a comprimere i diritti e il salario di quei lavoratori al fine di rientrare neicosti della commessa stessa. L'Azienda in quanto non ha voluto in alcun modo dare la possibilità di far esprimere tramite un referendum i lavoratori del sito di Roma prima della firma, così come richiesto all'unanimità dalle RSU. Referendum che si è svolto successivamente nella giornata del 27/12/2016 e che ha visto prevalere i SI all'accordo. Questi sono i fatti, pertanto ci sorprendono alcune dichiarazioni "deliranti", del Governo e di alcuni pseudo sindacalisti, che intravedono nella RSU Almaviva Roma, alla quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà, la responsabilità di ciò che è avvenuto. Questa vertenza non è solo la vertenza di Almaviva, ma ci troviamo di fronte ad un'impostazione padronale che cercherà di dettare la linea a tutto il settore delle TELECOMUNICAZIONI. Infatti nelle prossime settimane è previsto l'incontro con le OO.SS. Nazionali e Territoriali della Campania dove si dovrà discutere di fatto se mantenere quella sede ancora in vita a fronte di un accordo che dovrà prevedere la riduzione del salario, la piena applicazione dell'art.4 (controllo a distanza), così come previsto dal jobs act, e le deroghe al Contratto Nazionale.È evidente a tutti che quel tavolo avrà necessariamente ripercussioni su tutto il settore in primis, ma anche in tutti gli altri comparti della categoria. Riteniamo opportuno che, prima di arrivare a qualsiasi accordo, tutto il gruppo dirigente della categoria, a tutti i livelli, affronti in maniera chiara e condivisa questa difficile discussione, al fine di intraprendere a livello Nazionale e Territoriale una posizione politica su come gestire in maniera uniforme le prossime vertenze.La lotta dei lavoratori e delle lavoratrici di Almaviva dovrà essere la nostra lotta, impegnando tutto il Sindacato a non lasciare soli questi lavoratori. Bologna, 30/12/2016 IL COORDINAMENTO REGIONALE SLC - CGIL EMILIA ROMAGNA