(ER) LAVORO. PRECARI E "IN TRAPPOLA", ECCO IL MONDO DEI VOUCHER (DIRE) - CGIL Emilia-Romagna
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(ER) LAVORO. PRECARI E "IN TRAPPOLA", ECCO IL MONDO DEI VOUCHER (DIRE) - CGIL Emilia-Romagna (ER) LAVORO. PRECARI E "IN TRAPPOLA", ECCO IL MONDO DEI VOUCHER(DIRE) C''e'' chi e'' rassegnato, perche'' tanto "sono nato precario, vivo precario e moriro'' precario". C''e'' chi invece la vede solo come una transizione, perche'' ha altre ambizioni. C''e'' chi lo affianca al lavoro nero e chi si lamenta perche'' fa le stesse cose di un assunto, ma senza diritti e pagato meno. E poi c''e'' chi viene contattato per un lavoro, portato con un furgone in un magazzino sperduto e ingaggiato, senza stabilire la paga e senza neanche sapere se la persona con cui ha parlato e'' davvero il titolare dell''impresa o un semplice intermediario. E'' il tortuoso mondo dei ''voucherizzati'', di chi fa il cosiddetto "lavoro accessorio" senza un vero contratto, intercettato dai ricercatori dell''Ires Emilia-Romagna, che hanno presentato il loro studio oggi nella sede Cgil a Bologna. Negli ultimi anni c''e'' stato un vero boom e oggi si parla di quasi 162.000 precari con voucher in Emilia-Romagna . Per lo piu'' si tratta di giovani, donne e migranti. Un mondo nel quale "succede veramente di tutto" , mette in guardia il segretario regionale della Cgil, Vincenzo Colla. I ricercatori dell''Ires Gianluca De Angelis e Marco Marrone sono andati sul campo a intervistare alcuni ''voucherizzati''. Ne esce un quadro di persone "in trappola", per dirla con lo studio. "Mi avevano detto di andare con scarpe robuste: almeno da trekking- racconta uno degli intervistati- quando sono arrivato in questo posto sperduto, il magazzino era del tutto anonimo. Ho parlato con un tizio che mi ha spiegato cosa avrei dovuto fare. Neanche abbiamo parlato del pagamento, che tanto e'' la prassi: piu'' o meno otto euro l''ora per una giornata di sei ore circa. Una parte era a voucher, ma il grosso no: diciamo due su cinque. E io non so neppure se quello con cui ho parlato fosse dell''impresa o una specie di intermediario". Molti precari dei voucher lavorano nel settore della ristorazione, del turismo e dei servizi, per aziende che dimostrano pochi scrupoli. Ad esempio, c''e'' chi racconta che "un''ora di lavoro sulla carta e'' 7,5 euro, ma l''accordo verbale e'' per sei euro all''ora e basta". Si trovano aziende che si riempiono di voucher solo per gli eventi piu'' grossi e imprese che, in difficolta'' economiche, cominciano a sfruttare il lavoro accessorio perche'' lo pagano meno di un regolare contratto. Anzi, "col voucher faccio lo stesso lavoro di una persona col contratto, ma senza malattia, disoccupazione o altri diritti". Senza contare tra l''altro che spesso "una parte del lavoro e'' coi voucher, l''altra in nero". I lavoratori, dal canto loro, non sanno come uscire dall''ingranaggio. "Ti incastrano- dicono- devi dire di si'' per tenere il lavoro". In piu'', "si innesca il meccanismo di competizione" da voucher, per cui il collega "e'' visto come un nemico". Tirando le somme, affermano i ricercatori dell''Ires, "il voucher e'' un concorrente sleale del contratto di lavoro", con cui viene di fatto "istituzionalizzata la perdita di diritti" dei lavoratori, per i quali "non c''e'' nessun miglioramento di vita". Oltretutto, "é'' fallita l''emersione del nero" e "non vengono stabilizzati i lavoratori. Anzi, viene moltiplicata l''attivita'' coi voucher". Il giudizio della Cgil, dunque, non puo'' che essere "netto e negativo - afferma Colla- si sta creando un mercato del lavoro parallelo, che prende queste persone e le utilizza con uno strumento che le porta ad avere condizioni da lavoratore povero, senza contratto, senza diritti e senza contribuzione". Il segretario regionale Cgil lancia l''allarme. "Se va avanti questo modello- avverte Colla- non regge piu'' il sistema universale del welfare: non c''e'' piu'' contribuzione, non c''e'' piu'' pensione. Questa discussione nessuno la fa, ma e'' il grande problema che creano i voucher". Il numero uno Cgil lancia un appello. "Istituzioni, associazioni imprenditoriali e sindacato- manda a dire Colla- si devono porre il problema di non permettere un mercato del lavoro cosi'' diffuso che compete sul costo del lavoro. Dobbiamo tornare a un livello dove la competizione non e'' sui voucher, ma sulla qualita'' dei nostri prodotti. Chi usa i voucher non fa prodotti o servizi di qualita''" . (DIRE) Bologna 7 luglio