Lavoratori stagionali e NASPI - CGIL Emilia-Romagna
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Lavoratori stagionali e NASPI - CGIL Emilia-Romagna Lavoratori stagionali e NASPI Al Presidente Regione Emilia Romagna Dott. Stefano Bonaccini All' Assessore al Lavoro Prof. Patrizio Bianchi Alla Presidente dell'Assemblea Legislativa Dott. Simonetta Saliera Oggetto: Lavoratori stagionali e NASPI Sottoponiamo alla Vostra attenzione la situazione nella quale vengono a trovarsi i lavoratori stagionali della nostra regione, i quali sono stati fortemente penalizzati dalle recenti modifiche legislative in materia di prestazioni a sostegno del reddito, spettanti successivamente alla chiusura dell'attività lavorativa cui sono addetti, nei diversi settori in cui è presente la stagionalità. Modificando la precedente normativa, il Dlgs 22 del marzo 2015 ha disposto che la Naspi venga corrisposta, mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, senza computare, ai fini del calcolo della durata, i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione; tale nuova modalità di computo, come prevedibile, ha un effetto penalizzante per i lavoratori stagionali, i quali si vedranno dimezzati i trattamenti previdenziali . In seguito, e solo per l'anno 2015, con il Dlgs 148 del settembre 2015 è stata introdotta una norma transitoria di salvaguardia del trattamento di NASPI che, per il solo anno 2015, poteva avere una durata fino a sei mesi. Tale salvaguardia era però applicabile ai soli lavoratori stagionali del turismo e delle aziende termali; sono rimasti esclusi i lavoratori stagionali degli altri settori. Dal 1 gennaio 2016, per tutti i lavoratori stagionali la durata della prestazione Naspi sarà calcolata secondo il regime ordinario introdotto dal Dlgs 22/2015, con la conseguenza che, a fronte di un rapporto di lavoro stagionale di sei mesi nell'anno, la durata della prestazione di disoccupazione sarà pari alla metà (tre mesi) , con la prospettiva per i lavoratori di non avere nessuna copertura reddituale per svariati mesi e con un danno economico evidente per le famiglie e per i territori dove il lavoro stagionale è maggiormente diffuso. La situazione è stata posta ripetutamente all'attenzione dell'Esecutivo e del Parlamento sia dalle Associazioni sindacali dei lavoratori sia dalle Associazioni datoriali. Anche l'INPS ha evidenziato la criticità della situazione fornendo alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati i seguenti dati: i lavoratori stagionali in Italia sono 519.000, di questi 353.000 appartengono al settore turismo e terme e 166.000 ad altri settori. Nell'anno 2015 hanno ricevuto la Naspi circa 35.000 lavoratori stagionali del turismo e terme, in virtù della norma transitoria che consentiva di non applicare il nuovo meccanismo di computo Naspi. In assenza di questa, un lavoratore che aveva diritto nel 2015 a circa 10.000 euro lordi (compresa contribuzione figurativa) a partire dal 1.1.2016 riceverà circa 5.000 euro lordi . Viene pertanto segnalata l'esigenza di un intervento legislativo che, in considerazione della specificità del settore, preveda un diverso e più tutelante meccanismo di calcolo per i lavoratori stagionali.Vogliamo ricordiamo che nella nostra Regione nell'anno 2015, sono stati assunti 110.024 lavoratori e lavoratrici a tempo determinato nel solo ambito alberghiero e della ristorazione. Proprio nei primi giorni del mese giugno, per tale settore, è stato sottoscritto, a livello nazionale, un Avviso comune da parte delle Organizzazioni sindacali e datoriali di categoria, per chiedere una modifica della disciplina normativa della NASPI al fine di garantire ai lavoratori un trattamento previdenziale eguale a quello previsto dalle norme previgenti, con l'obiettivo di ridurre il rischio di povertà e di esclusione sociale, Avviso cui va data una risposta immediata. Ovviamente va individuata una soluzione per tutti i lavoratori a termine assunti per attività stagionali negli altri settori, soprattutto dell'industria ortofrutticola, alimentare, intrattenimento e spettacolo, fiere. Al momento solo i lavoratori stagionali del settore agricolo hanno una copertura dignitosa dei periodi di disoccupazione in quanto possono avvalersi di normative specifiche in ambito previdenziale. Tutti gli altri saranno sottoposti dall'anno in corso ai tagli della prestazione sopra descritti e con le conseguenze che si paventano fra le quali, oltre all'impoverimento dei territori, anche la perdita di personale qualificato nei settori della stagionalità. Considerate le premesse e le preoccupazioni sopra esplicitate, chiediamo a codesta Spettabile Amministrazione un intervento di sostegno alla nostra azione sindacale nei confronti del Governo da tradursi negli atti che la Giunta Regionale e l'Assemblea legislativa riterranno più idonei. Distinti saluti. I Segretari Generali CGIL CISL UIL Emilia Romagna V.Colla - G.Graziani - G.Zignani Bologna 5 luglio 2016