NO ALLA VENDITA DELLE AZIONI IREN! - CGIL Emilia-Romagna
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NO ALLA VENDITA DELLE AZIONI IREN! - CGIL Emilia-Romagna NO ALLA VENDITA DELLE AZIONI IREN! Nei prossimi giorni i Sindaci modificheranno il Patto di Sindacato e lo Statuto di IREN, per cedere a privati una parte consistente delle proprie azioni e scendere progressivamente dall'attuale 51% fino al 25% . Gli azionisti pubblici di IREN venderanno ai privati parte della proprietà dei territori per fare cassa , rinunciando ai dividendi che in questi anni hanno consentito agli enti locali di difendere lo stato sociale senza aumentare la tassazione. Pur considerando tutte le ragioni che potrebbero aver spinto i Sindaci azionisti ad intraprendere questa iniziativa, non la condividiamo perché: 1 . i problemi di finanza pubblica non possono essere risolti ricorrendo alla alienazione di beni pubblici, quando andrebbero invece contrastate le politiche di austerità; 2 . nonostante le rassicurazioni, in verità poco convincenti, il maggior peso dei soci privati avrà effetti negativi sulla qualità dei servizi e sulle condizioni di lavoro: l'investitore privato punta ad un rapido ritorno economico e questo mal si concilia con gli interessi dei cittadini ad avere servizi più efficienti e a costi inferiori; 3 . aumenterà la contraddizione tra interesse pubblico e profitto: il management sarà continuamente pressato dai soci privati, dal "mercato" perché aumenti i profitti e tenderà quindi a ridurre i costi con la concreta possibilità di tagli al personale; 4 . prevarrà la speculazione finanziaria del "mercato" su beni pubblici come l'acqua e il ciclo dei rifiuti con il rischio che aumentino delle tariffe per garantire maggiori profitti ai soggetti privati. 5 . aumenterà l'indebitamento, già oggi oltre il limite di guardia; 6 . attraverso le esternalizzazioni peggioreranno le condizioni di tutti i lavoratori, compresi quelli dei settori già oggi soggetti ad appalto, aumentando la disparità nei trattamenti economici e nei diritti. 7 . in nome dell'efficentamento si potrebbero prospettare trasferimenti non volontari del personale e chiusure di sedi in tutti i settori: da quello operativo, al commerciale fino a quello amministrativo. 8 . nelle gare per la gestione del gas, dei cicli dell'acqua e dei rifiuti potrebbero essere esternalizzate attività lavorative attraverso società di scopo formate ad hoc con i privati, con un abuso del lavoro in appalto e in subappalto. 9 . peggiorerà la qualità dei servizi, diminuirà il legame con il territorio e in caso di emergenza sarà più difficile intervenire tempestivamente, in particolare nei comuni più lontani dalle sedi operative di partenza. Contrasteremo la privatizzazione della società mobilitando le lavoratrici e i lavoratori del gruppo Iren e dell'indotto fino, se necessario, alla proclamazione dello sciopero. Rivendichiamo altresì la necessità di aprire un confronto pubblico sulle scelte dei principali comuni soci, evidentemente da questi ultimi escluso, visti i tempi previsti per l'approvazione da parte dei consigli comunali delle modifiche statutarie, dalla metà del mese in corso, senza che ad oggi sia stato divulgato documento alcuno. Le delegate e i delegati della Cgil del Gruppo Iren conferiscono infine mandato alle strutture sindacali di verificare se il documento "Lettera ai sindaci azionisti di Iren" possa essere condivisa con Cisl e Uil e quindi inviata unitariamente. Parma 14 marzo 2016 14-03-2016 O.d.g. Attivo delegate/i IREN .