Fabbriche ferme e presidi collegati a distanza in una grande manifestazione regionale per la giornata di lotta indetta a livello nazionale da FIM FIOM UILM per il rinnovo del contratto nazionale Federmeccanica.
“Sciopero riuscito”, tirano le somme soddisfatti a fine mattinata i sindacati dei metalmeccanici. Un’importante mattinata di protesta che si è anche trasformata in una lunga maratona social (da Zoom a Facebook) trasmessa dai cancelli della Ducati di Bologna, che ha permesso a tutti i presidi di intervenire, ricevendo anche la solidarietà del sindacato tedesco IG Metall, degli studenti dell’UDS e di Fridays for Future.
Il presidio dei metalmeccanici a Bologna davanti alla Ducati
“È stato il lavoro a salvare il Paese in questi mesi, dalla pandemia e della povertà. E solo grazie all’impegno di CGIL CISL e UIL è stato possibile impossibile licenziare, come è avrebbe voluto Confindustria”, ha ricordato davanti ai cancelli della Nexion Corghi di Correggio (Reggio Emilia) il segretario della CGIL Emilia-Romagna Luigi Giove. “Stiamo lottando in tanti settori, e anche i metalmeccanici hanno diritto a un salario di dignità e sicurezza nei posti di lavoro”, ha ribadito Giove. È arrivato il quindi il momento “di rinnovare i contratti”, perché in corso c’è anche “un’emergenza salariale” da affrontare, e i lavoratori e le lavoratrici “hanno pagato per troppo tempo le scelte sbagliate della politica e dei padroni”. La data del 5 novembre, dunque, è da segnare perché segna l’avvio di una nuova lotta, “e noi non ci fermeremo fino a quando a quando non avremo rinnovato tutti i contratti nazionali”, assicura Giove. Se sarà necessario, anche avviando “una lunga fase di mobilitazione con tutte le categorie coinvolte”.
Il segretario della CGIL ER Luigi Giove davanti alla Nexion Corghi di Correggio
Da Piacenza a Rimini, “i metalmeccanici e le metalmeccaniche hanno aderito con percentuali molto alte allo sciopero, presidiato i cancelli delle fabbriche, partecipato a manifestazioni stanziali nelle piazze e di fronte alle sedi di Confindustria della regione”, spiega il segretario generale della FIOM Emilia-Romagna Samuele Lodi, intervenuto dal presidio permanente della Goldoni di Modena dove la lotta prosegue ormai da due mesi. “Da tutta l’Emilia-Romagna arriva alle aziende metalmeccaniche un messaggio chiaro: il contratto si deve rinnovare a partire da giusti aumenti delle retribuzioni per tutti i lavoratori”, ribadisce Lodi.
Il segretario della FIOM CGIL ER Samuele Lodo davanti alla Goldoni di Modena
Solo per quanto riguarda la città capoluogo della regione, a Bologna lo sciopero ha toccato il picco del 90% di adesioni nei reparti produttivi della Ducati Motor, della Comesa, della Toyota, alla Effer, in Oskar Marcegaglia, alla Varvel, in Profilati e a La Fortezza. Adesioni tra l'80 e l'85% alla 3F Filippi, alla Corazza, alla Kone, alla Sasib ed alla Motori Minarelli. Adesioni al 60% in Gd e in Ima, alla Ducati Energia e in Acma, in Assa Abloy, alla Beghelli e alla Carpigiani, in Forgia Rapida e alla Galletti, in Hp Hydraulic, Logomat, Meccanica Sarti e OMT Tartiarini, Site e Spt.
