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È stato rinnovato ieri il protocollo per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alle associazioni mafiose. La sottoscrizione è avvenuta a Villa Celestina (Bologna), bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività. Il protocollo è sottoscritto dal Tribunale, da CGIL – CISL – UIL, da Libera, Avviso Pubblico, Cooperare con Libera Terra,, dalla Città Metropolitana, dalla Regione Emilia Romagna, da numerose istituzioni e associazioni di rappresentanza imprenditoriale presenti sul territorio.
La normativa italiana sul recupero sociale dei beni confiscati è considerata una buona pratica e la più avanzata a livello internazionale, ma vi sono ampi margini per rendere i procedimenti di assegnazione dei beni più snelli e celeri, tenuto conto delle tante necessità ed emergenze sociali alle quali è possibile rispondere attraverso il loro riutilizzo.

giove firma protocollo bologna 2 
Luigi Giove, segretario CGIL Emilia-Romagna, mentre firma il nuovo protocollo.
A sinistra, la professoressa Stefania Pellegrini. A destra, il presidente del Tribunale di Bologna Francesco Maria Caruso. 

L’obiettivo che si propone il protocollo è quello di tutelare i beni e salvaguardare la continuità produttiva delle aziende strappate alle mafie, coniugando il principio della legalità con il rispetto dei diritti e delle libertà di lavoratrici e lavoratori che, loro malgrado e senza alcuna colpa, vengono coinvolti nei sequestri delle aziende. Libertà e diritti negati da criminalità organizzata e mafia e che sono responsabili invece di fenomeni purtroppo sempre più presenti di gravissimo sfruttamento lavorativo in innumerevoli settori della nostra economia. Il nuovo protocollo risponde a queste prime e fondamentali esigenze, in continuità con quello siglato nel settembre 2017 e, come allora, stilato col coordinamento scientifico della professoressa Stefania Pellegrini dell’Università di Bologna. Il protocollo tiene anche conto delle novità apportate dalla legge 161/2017 che ha portato all’istituzione di una sezione specializzata presso il Tribunale di Bologna per le misure di prevenzione a competenza distrettuale, quindi per tutta l’Emilia-Romagna.

caruso firma protocollo bolognaIl presidente del Tribunale di Bologna Francesco Maria Caruso. 


Una gestione proficua dei beni e delle aziende sequestrate significa da un lato confrontarsi con il Tribunale competente e con gli amministratori giudiziari responsabili dei beni confiscati, con le istituzioni, i sindacati e le associazioni imprenditoriali, al fine di valutare un percorso virtuoso capace; dall’altro garantire la prosecuzione dell’attività economica, di salvaguardare lavoratrici e lavoratori occupati. In questo senso, nel protocollo viene sancita la necessità, per noi fondamentale, di agire affinché non solo ai lavoratori venga garantita la piena tutela contrattuale ma anche, qualora si rivelasse necessario, di aprire appositi percorsi formativi finalizzati all’aggiornamento professionale allo scopo di instradarli verso eventuali nuove opportunità di lavoro. Tutto ciò in linea con i principi condivisi sia nel Patto per il lavoro regionale che in quello metropolitano.

CGIL CISL UIL Emilia Romagna, CGIL Bologna, CISL Area Metropolitana Bolognese, UIL Bologna, Avviso Pubblico Emilia Romagna, Libera Emilia Romagna, Libera Bologna e Cooperare con Libera Terra.

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