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A seguito della mini proroga del DL 41/2021 convertito in legge 69/2021, dal 1 Luglio potranno essere eseguiti gli sfratti il cui provvedimento sia stato emesso prima del 20 febbraio 2020, poi a partire da settembre diventeranno esecutivi quelli decisi nel corso del 2020, tutto ciò avverrà senza che siano state previste misure adeguate alla gestione di un fenomeno che colpirà migliaia di famiglie. Abbiamo da tempo sostenuto alcune proposte precise per risolvere il problema che interessa oltre 80.000 famiglie su base nazionale e diverse migliaia nella nostra regione. In questa situazione molte amministrazioni locali e le Prefetture, saranno chiamate ad affrontare nei territori questa nuova gravissima emergenza.
Da tempo abbiamo avanzato alle istituzioni nazionali le seguenti proposte:
- lo stanziamento di ulteriori risorse al fondo di sostegno all’affitto e al fondo per la morosità incolpevole;
- la predisposizione di incentivi alla rinegoziazione dei canoni;
- ristori ai proprietari che subiscono il ritardo nei canoni;
-misure di graduazione delle esecuzioni degli sfratti, attraverso uno stanziamento adeguato e diretto ai Comuni e anche utilizzando a tal fine le risorse dei fondi di sostegno all’affitto, per la morosità incolpevole ancora non ripartiti per il 2021 ed in parte anche per il 2020 oltre a quelli autonomi delle Regioni e dei Comuni nonché una ricognizione di alloggi pubblici disponibili;
- accelerare le procedure necessarie ad erogare contributi agli aventi diritto che invece sono rallentate da passaggi e criteri farraginosi, inadatti a dare risposte tempestive ai cittadini, mentre l’esiguo contributo a fondo perduto previsto dal decreto 137/2020 e destinato ai proprietari disposti ad accordare all’inquilino la riduzione del canone d’affitto è fermo in attesa del provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate;
- inoltre va fatta chiarezza circa il nuovo contributo al pagamento dei canoni di locazione e delle utenze previsto nel decreto sostegni bis e messo a disposizione dei comuni;
- avviare concretamente cabine di regia a livello delle Prefetture e dei Comuni per produrre protocolli efficaci con le forze sociali rappresentative degli inquilini e dei proprietari finalizzati a fornire soluzioni di accompagnamento sociale, compatibili col grave momento del paese, evitando il rischio di un conflitto sociale che può derivare da un massiccio ricorso ad esecuzioni forzate degli sfratti senza alternative per le famiglie estromesse, in un momento dove il paese è tuttora impegnato per la campagna vaccinale.
Con l’ultimo bando del contributo affitto emesso dalla Regione Emilia Romagna si è evidenziata una crescita del disagio abitativo, le famiglie residenti in regione che manifestano difficoltà a pagare l’affitto sono cresciute fino a quasi 52.000 unità, mentre con le risorse fin qui stanziate si potrà rispondere positivamente solo al 20% delle domande presentate e in regola con i requisiti. Rimane pertanto, un forte disagio abitativo e ciò avviene, nonostante il consistente impegno che in questi anni la Regione e alcuni Comuni capoluogo hanno profuso, destinando risorse importanti del loro bilancio per favorire l’esercizio del diritto alla casa. Anche per queste ragioni abbiamo da tempo sollecitato le Prefetture e le Amministrazioni Locali, ad attivare nei territori tavoli specifici per la gestione dell’emergenza, che consideriamo davvero necessari, per garantire il passaggio da casa a casa.
Le segreterie regionali di CGIL CISL UIL e SUNIA SICET UNIAT a sostegno delle richieste avanzate hanno convocato un presidio regionale per la giornata del 23 giugno con inizio alle ore 10.30 in piazza Roosevelt a Bologna. Nell’occasione, auspicano di incontrare il Prefetto di Bologna dott.ssa Francesca Ferrandino, affinché possa trasmettere al Governo le gravi ragioni del disagio abitativo e le proposte dei sindacati per porvi rimedio.

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