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Il Ministero dell’Interno ha pubblicato i dati degli sfratti emessi ed eseguiti nel corso del 2020.
Da una lettura di questi numeri si conferma l’emergenza abitativa anche in Emilia-Romagna, e questo nonostante gli investimenti della Regione (anche su nostra sollecitazione) nel corso degli ultimi due anni, sia per reimmettere sul mercato alloggi pubblici, sia per aiutare le famiglie in difficoltà economica con la misura del contributo affitto.
In regione sono 3.086 gli sfratti emessi nel 2020, di cui 1.753 per morosità incolpevole, e di questi 537 eseguiti nonostante che ci fosse una legge che li sospendeva. In particolare sono Bologna (629) e Modena (469) che guidano la graduatoria, poi seguono Reggio Emilia (431) e Parma (384), infine Ravenna (273), Rimini (265), Forli-Cesena (231), Ferrara (216) e Piacenza (188). Su scala nazionale la nostra regione viene subito dopo il Lazio (5.512) e la Lombardia (3.868).
Tutto ciò conferma la necessità di un vero piano nazionale di riqualificazione urbana in grado di immettere sul mercato dell’affitto alloggi a canoni calmierati, per poter così riaffermare il diritto alla casa per un numero consistente di nuclei famigliari.
In questi giorni si stanno aprendo bandi, in tutti i Comuni e distretti della regione, per riconoscere ai proprietari che riducono il canone di affitto agli inquilini (da un minimo di 6 mesi fino alla durata del contratto) un contributo economico che può raggiungere anche il 90% della riduzione (pure in caso di passaggio del contratto da canone libero a concordato). Si tratta di una misura della Regione che, su nostra richiesta, ha investito 1 milione di euro, e che se ben utilizzata potrà evitare nuovi sfratti per morosità incolpevole nel corso del 2021.

Marina Balestrieri
CGIL Emilia-Romagna

Valentino Minarelli
Sunia Emilia-Romagna

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