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"Rompiamo le catene. La difesa dei diritti, il rispetto delle regole", è il titolo del rapporto n°1 di LAW, l'osservatorio della CGIL Emilia-Romagna per la legalità e i diritti al lavoro, contro le attività della criminalità organizzata nella nostra regione. Il nuovo rapporto, presentato giovedì 22 settembre in Sala Borsa a Bologna, ospita i contributi di Paride Amanti, Paolo Bonacini, Valerio Bondi, Gian Carlo Caselli, Stefania Di Buccio, Alessio Festi, Luigi Giove, Bruno Laudi, Libero Mancuso, Giuseppe Massafra, Antonio Mattioli, Mariaelena Mililli, Stefania Pellegrini, Cesare Pizzolla, Gian Andrea Ronchi e Franco Zavatti.
Di seguito, la presentazione del nuovo rapporto a cura di Alessio Festi, responsabile Legaltà e sicurezza della CGIL Emilia-Romagna.

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Dopo un anno dal rapporto n° 0, LAW, ha indubbiamente fatto dei passi in avanti, sono state tante le attività, il sito sta sempre più diventando un ricco strumento di informazione e documentazione, l’attività formativa nell’ultimo anno ha coinvolto decine di dirigenti sindacali, delegati ma anche studenti, per aumentare la consapevolezza dei fenomeni malavitosi che coinvolgono il nostro tessuto sociale ed e economico e che colpiscono lavoratrici e lavoratori e fornire strumenti di analisi e conoscenza per aumentare l’efficacia della nostra iniziativa, a partire dalla contrattazione.
Ora siamo arrivati al rapporto n° 1 che abbiamo scelto di intitolare “Rompiamo le catene”. Come prima cosa, abbiamo cercato di capire quel che è successo durante e a seguito della pandemia COVID-19. La seconda questione fondamentale è, come per noi è ovvio che sia, il lavoro, i tanti casi di sfruttamento, i diritti negati, il dramma delle cosiddette morti sul lavoro.
festiAlessio Festi (CGIL ER) durante la presentazione del rapporto in Sala Borsa a Bologna
 Sfruttamento del lavoro è soprattutto nell’intermediazione illecita di manodopera, nella catena di appalti e subappalti, una non più tollerabile catena di sfruttamento, di precarizzazione, di frammentazione dei cicli produttivi dove il lavoro è mera merce come abbiamo scritto nel titolo del rapporto “vogliamo rompere quelle catene”.
In quella catena (e le indagini, quasi tutte della guardia di finanza, lo dimostrano), dentro i meccanismi elusivi ed evasivi del fisco, dentro lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori, si infiltra e si arricchisce la criminalità e le mafie,che troppo spesso trovando accordi con settori imprenditoriali e professionisti. Questo avviene soprattutto a discapito di tanti lavoratori stranieri, spesso irregolari a causa di quella pessima legge che è la Bossi Fini che va superata perché appare fatta apposta per fornire manodopera a bassissimo costo ad imprenditori spregiudicati e a criminalità e mafia.
La profonda crisi provocata dal Covid 19, la guerra in Ucraina alle porte dell’Europa, stanno deteriorando la condizione sociale di fasce sempre più ampie della nostra società e mettendo in crisi interi settori produttivi, in questo quadro di crescita della tensione sociale e delle disuguaglianze riemergono fenomeni che speravamo fossero superati per sempre. Poco meno di un anno fa, la sede della CGIL nazionale veniva vigliaccamente assaltata da una azione di evidente matrice fascista. La CGIL si è costituita parte civile in quel processo, come siamo e continueremo a costituirci parte civile nei processi nei quali (8 in regione 4 per organizzazione criminale e mafia e 4 per caporalato) vengono colpiti i diritti e la libertà di lavoratrici e lavoratori. Da allora le nostre sedi continuano ad essere oggetto di sfregio, e la matrice è sempre quella.
Il recente processo ai mandanti della strage di Bologna, rende evidente il rapporto profondo e antico fra apparati deviati dello stato, mafie e destra eversiva, Bellini (recentemente condannato quale esecutore di quella strage) era killer dei NAR e dell’ndrangheta.
Quindi lo diciamo con forza: la CGIL non arretrerà per quegli attacchi e non si lascerà intimorire, al contrario scenderà in piazza il prossimo 8 ottobre a Roma per una grande manifestazione in piazza del Popolo dove riaffermeremo i valori di libertà, democrazia e pace incardinati nella nostra costituzione antifascista, costituzione antifascista che, ed è necessario ricordarlo sempre, ha quale elemento fondativo, al suo primo articolo “il lavoro”.
Alessio Festi
responsabile Legalità e sicurezza CGIL Emilia-Romagna
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