Lavoro irregolare, truffe fiscali e contributive in crescita.Tutta colpa della crisi?No.I dati e le inesattezze del Capo del Governo - CGIL Emilia-Romagna
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Lavoro irregolare, truffe fiscali e contributive in crescita.Tutta colpa della crisi?No.I dati e le inesattezze del Capo del Governo - CGIL Emilia-Romagna Lavoro irregolare, truffe fiscali e contributive in crescita.Tutta colpa della crisi? No! I dati e le inesattezze del Capo del Governo LAVORO IRREGOLARE, TRUFFE FISCALI E CONTRIBUTIVE IN CRESCITA.TUTTA COLPA DELLA CRISI ? NO.I DATI E LE INESATTEZZE DEL CAPO DEL GOVERNO Dati in crescita, anche nelle nostre province emiliano - romagnole, ma soprattutto dati che si trasformano, segnalando effetti di crescenti distorsioni nel nostro tessuto produttivo e dei servizi, coinvolgendo tradizionali settori portanti della nostra economia. Le truffe con evasione fiscale e contributiva, connesse al filone del lavoro nero o irregolare, appaiono sempre più "organizzate" e strutturate, con veri e propri sistemi industriali - professionali. Meccanismi complessi che sfondano sempre più ed entrano nei cancelli di medie e grandi imprese e che presuppongono diversi livelli di convenienze/complicità: dalle direzioni aziendali ai consulenti specializzati. Perché da questo filone si estrae non solo il "risparmio" dell'evasione, ma consistenti riserve in fondi neri e premessa - in alcuni casi - di successivo riciclaggio o collusione con imprese sospette. Il primissimo effetto dell'aggravarsi del lavoro irregolare consiste sempre nel furto diretto dei contributi previdenziali e quindi della futura pensione di chi lavora. Oltre che innescare un perverso meccanismo di concorrenza sleale e letale per imprese regolari. Il conseguente effetto immediato - di cui mai si parla - è il crollo dei conti INPS. Solo tre anni fa l'Istituto di previdenza aveva un bilancio attivo. Adesso è previsto un bilancio 2014 con un buco di oltre 8 miliardi e magari a Roma si comincia a dire che è colpa delle pensioni! Le cause? Assistiamo ad un ritornello comodo e complice che dice: evasione e lavoro nero per colpa della Crisi. Vero solo in piccola parte - non quella crescente e più preoccupante - che riguarda la rete delle piccolissime imprese. Si tace o si glissa sulle cause più strutturali e che minano l'economia pulita. Partiamo dai dati sui controlli effettuati, che almeno sono concreti ed aggiornati al primo semestre 2014, e che dicono tutt'altro rispetto all'affermazione del Capo del Governo in televisione l'altra sera, che raccontava lo stress degli imprenditori "...sottoposti a controlli settimanali" o al manifesto di talune Associazioni d'impresa emiliane che intima "basta con le ispezioni selvagge". In realtà calano i controlli ispettivi per il contrasto al lavoro irregolare e cresce il "bicchiere mezzo vuoto" degli illeciti. A livello nazionale, in regione Emilia - Romagna ed in provincia di Modena, a seguito dei pesanti tagli di personale ispettivo e risorse agli Enti preposti. Nell'intera nostra regione, nel corso del primo semestre di quest'anno,si sono effettuate N° 6.132 ispezioni (da parte di Inps, Inail, Ausl, Dtl) nell'intero complesso delle circa seicentomila imprese in agricoltura, industria, edilizia e terziario, riscontrando irregolarità nel 53% dei casi - contro il 44% registrato lo scorso 2013 - e con un imponibile evaso di circa 21 milioni di euro: seconda regione in Italia, dopo la Lombardia. Ancor più netto il quadro in provincia di Modena, con N° 645 controlli nel semestre trascorso rispetto ad un totale di 66.885 imprese modenesi attive e con punta record del 65% di irregolarità, per un'evasione accertata di 2,27 milioni nel semestre, contro i 2,8 milioni dell'intero 2013 !Farebbero bene, i Ministri del Governo, a studiarsi le relazioni dei Prefetti per registrare un "...evidente diminuzione del numero delle ispezioni effettuate". Arrivando al secondo ordine di riflessioni, colpisce il fatto nuovo che le percentuali sopra richiamate - nelle province di Modena, Parma e Ravenna - vedono il comparto dell'industria ed edilizia, notevolmente sopra la media regionale e provinciali. Assistiamo ad una crescente sequenza di episodi che segnalano la trasformazione degli assetti e modalità imprenditoriali, scivolando verso la diffusa irregolarità, fino al peggio di collusioni malavitose. Solo alcuni esempi concreti, presi nelle ultime settimane post ferie, riscontrati nel nostro tessuto economico e produttivo e... futuro promemoria per chi domani chiederà "dov'era il sindacato". *Imprese edili nostrane che si aggiudicano importanti lavori, sbancando la leale concorrenza con ribassi del 67% presentandosi con "regolari" contratti di lavoro dalla Romania e che pagano i lavoratori a ben 2,5 euro l'ora * Recenti segnalazioni del sindacato che dettagliano progressive "esternalizzazioni" di interi filoni produttivi da parte di imprese emiliane e romagnole - leader nazionali nei settori agricolo, alimentare, trasporto e logistica - coinvolgendo ditte dell'hinterland napoletano che si ripetono e si insediano, presentandosi sotto veste di cooperative fasulle, con soci di famiglie e professionisti ricorrenti e ben conosciuti. In questi appalti stabili, il valore del lavoro ed i trattamenti sono palesemente irregolari. * Bene il mega sequestro della DIA l'altro giorno a Brescello nel reggiano, che blocca attività fiorenti 'ndranghetare di origini cutresi, ma da altra famiglia cutrese qui residente, si sono segnalate crescenti minacce ed intimidazioni ad un'impresa modenese. * Per non scordare l'importantissima e recente operazione della GdF modenese, che individua oltre 900 lavoratori irregolari e denuncia 51 soggetti per "lavoro illegale, somministrazione illegittima di mano d'opera e dilagante fenomeno delle false cooperative", con un enorme danno fiscale di oltre 58 milioni. Franco Zavatti, Cgil Modena - coordinatore legalità e sicurezza Cgil Emilia Romagna Bologna 30/09/2014