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L’Assemblea Generale della CGIL Emilia Romagna riunita in data 04 giugno 2024 a sette mesi dall’assedio di Gaza continua a sostenere la necessità di passi concreti per un “Cessate il fuoco” in Palestina, per il rilascio di tutti gli ostaggi e dei prigionieri e lo stop all’invio di tutte le forniture militari.

Una volontà, quest’ultima, espressa nell’appello sottoscritto da oltre 250 organizzazioni internazionali a tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite affinché smettano di alimentare la crisi a Gaza, scongiurando ulteriori catastrofi umanitarie e perdite di vite civili, interrompendo immediatamente il trasferimento di armi e munizioni a Israele e ai gruppi armati palestinesi.

A fronte di una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiede un cessate il fuoco, il governo di Israele continua a usare armi e munizioni esplosive in aree densamente popolate, con enormi conseguenze umanitarie per la popolazione di Gaza. L’attività militare israeliana ha distrutto una parte sostanziale delle case, delle scuole, degli ospedali, delle infrastrutture idriche, dei rifugi e dei campi profughi di Gaza

La natura indiscriminata di questi bombardamenti e la tipologia sproporzionata di danni ai civili che essi causano abitualmente sono illegali nonchè crimini di guerra.

Occorre chiedere che i Governi di tutto il mondo (a partire dall’Italia) non si rendano complici di queste violazioni del diritto internazionale trasferendo armi a Israele.

L’Assemblea Generale della CGIL Emilia Romagna sostiene dunque le richieste della campagna globale “Control arms”, affinché siano rafforzate le norme internazionali sul controllo del commercio di armi che anche l’Italia ha sottoscritto. In tal senso il Trattato sul commercio delle armi (ATT) è chiaro: qualsiasi trasferimento di armi, munizioni, parti e componenti che rischiano di essere utilizzate a Gaza è suscettibile di violare il diritto umanitario internazionale e, pertanto, deve cessare immediatamente.

Chiediamo il rispetto dell’articolo 11 della nostra Costituzione, che affermando il ripudio della guerra, ci indica la strada del dialogo, della cooperazione, della solidarietà, della prevenzione dei conflitti tra Stati, la strada del rispetto del Diritto internazionale, della protezione delle vite umane, degli investimenti in economia di pace e non nell’assurdo commercio di armi.

Chiediamo che il nostro Paese e l’Europa siano chiaramente schierate per il cessate il fuoco, impegnati con tutte le energie della diplomazia per promuovere conferenze di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite, e che sostengano il riconoscimento formale e pieno dello Stato di Palestina.

Per tali ragioni le sedi della CGIL dell’Emilia-Romagna esporranno la bandiera palestinese insieme a quella della pace.

L’Assemblea Generale della CGIL Emilia Romagna continuerà nella sua attività quotidiana e nel rapporto con le lavoratrici, i lavoratori, le pensionate, i pensionati e la cittadinanza tutta a sostenere e difendere il diritto alla Pace e il rispetto dei diritti umani, facendo sempre vivere il nostro pacifismo militante nel dibattito confederale ad ogni livello e  in tutti i luoghi di lavoro e pronta a mobilitarsi, in rapporto con la struttura nazionale e con i territori provinciali, anche in ragione delle possibili evoluzioni di queste ultime ore.  

Nei prossimi giorni partirà inoltre il primo carico di aiuti umanitari finanziati attraverso la raccolta fondi straordinaria della campagna nazionale “CGIL per Gaza”.

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