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ASSOCIAZIONI

BOLOGNA – Cinquantasei anni fa, nei primi mesi del 1969, iniziava il suo cammino parlamentare una delle leggi più importanti dell’Italia repubblicana, quella che – approvata un anno dopo – sarebbe stata conosciuta come “Statuto dei lavoratori”.

Il suo ideatore e più strenuo sostenitore, il ministro socialista Giacomo Brodolini – informa una nota dell’Istituto Fernando Santi – non ne avrebbe visto l’approdo, ma di quella legge egli sarebbe stato ricordato nel tempo come il “padre”. La legge apriva le porte alle libertà sindacali dentro la fabbrica e, come intitolarono i giornali progressisti del tempo, faceva finalmente entrare la Costituzione nei luoghi di lavoro. Di Giacomo Brodolini, dello Statuto dei lavoratori e della strategia riformista di cui esso fu uno dei risultati più maturi e ambiziosi, del gruppo di intellettuali, fondatori del diritto del lavoro italiano, che con lui collaborarono alla stesura del testo, che concluse una lunga e tenace trattativa politica e parlamentare, scrive oggi lo storico Paolo Borioni, docente all’Università la Sapienza di Roma, in un intenso volume che ripropone la straordinaria tensione politica, sociale e civile e la ricchezza culturale di quel gruppo di “pionieri” e del loro ministro.  

Il libro “Il ministero Brodolini. Poteri pubblici, welfare e statuto dei lavoratori” (edizioni Biblion, 2024) verrà presentato presso la Sala Di Vittorio della Camera del lavoro di Bologna martedì 29 aprile 2025 alle ore 16,30.  Introdotti da Emilio Lonardo presidente dell’Istituto Fernando Santi si confronteranno con Paolo Borioni autore del volume: Maurizio Lunghi segretario regionale CGIL Emilia Romagna, Alberto Mattei giuslavorista Università di Verona e Rino Giuliani Direzione nazionale Istituto Fernando Santi. (Inform)

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