In occasione del 48° Anniversario dell'Incidente Ferroviario di Murazze di Vado, avvenuto il 15 aprile 1978, il Comune di Monzuno ospiterà un'iniziativa che coniuga il ricordo del tragico evento con un impegno concreto e attuale: la militanza sindacale nei cantieri ferroviari.
La giornata è stata scelta per il suo forte valore simbolico come momento di avvio del volantinaggio nei cantieri di manutenzione ferroviaria dell'Emilia-Romagna, nell'ambito della campagna nazionale della CGIL "I DIRITTI NON SI APPALTANO", promossa unitariamente da CGIL, FILT, FILLEA e FIOM.
15 aprile 1978: una tragedia che non deve essere dimenticata
Era il 15 aprile 1978. A Murazze di Vado, l'espresso Bari-Trieste deragliò a causa di una frana, invadendo il binario opposto, dove fu travolto dal rapido *"Freccia della Laguna". Il violentissimo scontro causò 48 morti e 76 feriti, uno dei più gravi disastri ferroviari della storia italiana.
Sono passati 48 anni, eppure le criticità che portarono a quella tragedia — a partire dal dissesto idrogeologico che innescò il tragico evento — non sono state risolte, come dimostra anche la recente frana che in Molise ha bloccato la circolazione sulla linea Adriatica ferroviaria e A14. La memoria di quelle 48 vittime ci impone dunque di agire.
Il sistema ferroviario oggi: investimenti senza tutele
Negli ultimi anni il sistema ferroviario ha registrato una crescita importante degli investimenti infrastrutturali, sostenuti anche dalle risorse del PNRR. A questi investimenti, tuttavia, non ha corrisposto un analogo rafforzamento delle tutele del lavoro. Al contrario, si è accentuata una dinamica che conosciamo bene anche in altri settori e che va assolutamente contrastata:
- esternalizzazioni e subappalti a cascata;
- segmentazione contrattuale e differenze di trattamento tra lavoratori che svolgono le stesse mansioni;
- dumping contrattuale tra aziende;
- riduzione degli standard di sicurezza;
- perdita di professionalità e continuità occupazionale.
La piattaforma unitaria: pari lavoro, pari diritti
È da queste contraddizioni che nasce la “piattaforma unitaria delle manutenzioni ferroviarie” promossa da CGIL, FILT, FILLEA e FIOM. Il principio è semplice ma decisivo: a parità di lavoro devono corrispondere pari diritti, pari salario e pari condizioni di sicurezza.
Le principali rivendicazioni:
- Salute e sicurezza:formazione comune sui rischi specifici del cantiere mobile, RLS di sito, Osservatorio Azienda–OO.SS., ampliamento delle interruzioni per manutenzione sicura, accordi INAIL potenziati;
- Priorità alle assunzioni per chi lavora già stabilmente negli appalti;
- Salvaguardia dell'occupazione e valorizzazione delle professionalità;
- Divieto dei subappalti a cascata;
- Applicazione esclusiva dei CCNL metalmeccanico ed edile negli appalti;
- Badge elettronico per il tracciamento di orari e qualifiche;
- Rispetto degli orari reali e inquadramenti corretti.
Le lavoratrici e i lavoratori svolgono un ruolo fondamentale lungo tutta la rete ferroviaria per la manutenzione degli impianti e per la mobilità del Paese. Pretendiamo condizioni di salute e sicurezza garantite e orari di lavoro sostenibili e dignitosi.

