Solidarietà, un'ora spesa bene - CGIL Emilia-Romagna
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Solidarietà, un ora spesa bene - CGIL Emilia-Romagna Solidarietà, un ora spesa bene Ancora una volta è grazie alla mobilitazione, e al sostegno, del mondo del lavoro che oggi possiamo raccontare di un ulteriore passo in avanti nel processo di ricostruzione materiale - e "simbolica" - dell'Emilia, sconvolta dal sisma poco più di due anni fa. Il 30 maggio 2012, all'indomani della seconda scossa di terremoto che colpì le province di Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna, e pure un'area della Lombardia, Cgil, Cisl e Uil nazionali attivarono, insieme a Confindustria, un Fondo di solidarietà per le popolazioni, i lavoratori e i sistemi produttivi feriti dal sisma - Fondo al quale aderì in seguito anche Confservizi -. Grazie ai contributi volontari dei lavoratori, pari a un'ora di lavoro, raddoppiati dalle imprese con una somma pari ai versamenti dei propri dipendenti, a fine 2013 il Fondo aveva raccolto quasi 7milioni 800mila euro. Da allora, i sindacati confederali dell'Emilia Romagna e di Mantova, insieme alle organizzazioni imprenditoriali dei territori colpiti dal sisma, incaricati di gestire il Fondo, hanno avviato un percorso partecipato per approdare all'individuazione delle opere, presentate a Bologna il 21 luglio scorso, che saranno realizzate con i soldi donati da lavoratori e imprese. La parola d'ordine del gruppo di lavoro regionale, composto dalle tre organizzazioni sindacali - per la Cgil Emilia Romagna ha partecipato il segretario generale Vincenzo Colla - e da quelle datoriali, è stata "ascoltare le istanze del territorio". Tutto è stato concordato con i territori colpiti dal sisma. Da lì si è partiti per effettuare una vera e propria indagine sul campo ad opera dei sei giovani architetti e ingegneri coordinati dal noto architetto Mario Cucinella e dal suo studio MC Architects. Un processo corale che ritroviamo anche nella gestione del dopo sisma da parte della Cgil regionale e delle Camere del lavoro direttamente coinvolte, racchiuso nelle riflessioni di Vincenzo Colla , segretario generale della Cgil Emilia Romagna: "Si tratta di strutture fondamentali per la ricostruzione del tessuto sociale nei territori colpiti dal sisma, a carattere socio-sanitario, sportivo, culturale. E non era scontato che un fondo costituito da lavoratori e imprese proponesse strutture socioculturali e ricreative, invece che la ricostruzione, pur necessaria e altrettanto impellente, di imprese o abitazioni civili". Dalla regione, quindi, parte anche in questo caso una sperimentazione che potrebbe fare scuola. Per la prima volta in Italia è stata riconosciuta la "possibilità di gestire interventi di beneficenza privata, come le donazioni dei lavoratori, attraverso lo strumento del Trust per evitare le imposte di donazione". "Uno strumento concertato - conclude Colla -, che abbiamo chiamato Nuova Polis, utile per non disperdere le risorse necessarie a realizzare le opere". Da qui la richiesta di esentare tutte le opere di ricostruzione legate a eventi e calamità naturali da qualsiasi carico fiscale diretto o indiretto. L'autrice dell'articolo è Florinda Rinaldini Bologna 30 luglio 2014