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ACCORDO BASELL FERRARA - CGIL Emilia-Romagna Accordo Basell Ferrara - la multinazionale non può licenziare - i lavoratori votano SI Approvato all'unanimità dall'assemblea dei lavoratori della Basell di Ferrara, questa mattina, l'accordo raggiunto in Regione venerdì scorso (19luglio) sul piano di ristrutturazione dell'azienda: l'assemblea, molto partecipata (nei prossimi giorni la parola anche ai turnisti), ha discusso i termini dell'intesa in un clima più sereno, dopo le forti tensioni di questi mesi. Scongiurata all'ultimo momento la strada dei licenziamenti collettivi (la procedura di mobilità scadeva proprio il 20 luglio), l'accordo prevede il ricorso ai prepensionamenti per chi ha requisiti tali da agganciare la pensione (3 anni di copertura più 3 anni di mobilità), ricollocazioni interne (9 unità) ed esterne (5 unità), un piano volontario di esodi incentivati: nell'insieme, 41 posti di lavoro in meno ma nessun licenziato. Inoltre questi strumenti, come spiegano Filctem, Femca e Uiltec, sono rivolti pressocchè all'intera platea dei lavoratori dello stabilimento (816 unità) e non più solo all'area di Ricerca e sviluppo, che resta la più interessata al piano di ristrutturazione. "Sono stati mesi di confronto durissimo - osserva Giordano Giovannini, segretario generale Filctem Emilia Romagna -, condizionato dalla volontà della multinazionale Basell di attivare comunque i licenziamenti, ma questa linea non è passata. L'accordo raggiunto rappresenta inoltre un passo importante per la tenuta del Centro di ricerca Natta, al fine di costruire le condizioni del rilancio del sito e del petrolchimico nel territorio ferrarese. Ciò è stato possibile grazie alla tenacia dei lavoratori, alla posizione unitaria delle organizzazioni sindacali e al contributo delle istituzioni locali e della Regione." Le parti si incontreranno nuovamente presso la Regione Emilia-Romagna il prossimo 20 settembre, per verificare se le soluzioni individuate procedano e in caso contrario adottare ulteriori azioni. M.G. Bologna, 22 luglio '13  
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