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CGIL ER SU CIE BO E MO - CGIL Emilia-Romagna Cgil ER: chiudere per sempre il Cie di Bologna - revocare l appalto di gestione del Cie di Modena Chiudere definitivamente il Cie-Centro di identificazione ed espulsione di Bologna; revocare l'appalto di gestione del Cie di Modena: è il succo della conferenza stampa tenuta questa mattina da Cgil e Fp Emilia Romagna, di Bologna e di Modena, che da tempo denunciano la grave situazione delle due strutture, entrambe gestite dal consorzio L'Oasi. Sul Cie di Bologna la Cgil ha presentato ieri un Esposto alla Procura della Repubblica il cui contenuto si può riassumere in questo modo: gli stranieri trattenuti vivono in una situazione insostenibile dal punto di vista sanitario, lesiva della dignità delle persone e dei diritti umani; disastroso poi il quadro dei diritti e delle condizioni di lavoro. L'Esposto - spiega un comunicato di Cgil e Fp regionali, bolognesi e di Modena - è finalizzato a segnalare possibili profili di responsabilità e di violazione delle leggi riguardo ad alcuni aspetti principali, a partire appunto dalla vergognosa condizione dei migranti, che denota il mancato rispetto di diversi articoli del Testo Unico sull'Immigrazione, come risulta dai racconti di quanti hanno visitato il Cie. In secondo luogo la Cgil punta il dito sulle condizioni dell'appalto e sulla inadeguatezza del soggetto gestore - il Consorzio L'Oasi, lo stesso del Cie di Modena e di alcuni altri in Italia - che disattende i capitolati previsti dalla convenzione (ma la Fp aveva per tempo avvertito che la stessa gara d'appalto conteneva incongruenze e inadeguatezze già in origine, problema che va fatto risalire alle scelte del Ministero degli Interni). L'altro punto al centro dell'Esposto riguarda i diritti e il trattamento contrattuale, le retribuzioni non corrisposte, i rischi per la salute dei lavoratori che operano dentro il Cie, con riferimento particolare ai dipendenti del consorzio L'Oasi, ma non solo: secondo i sindacati Cgil, "è evidente che la difficoltà e il forte disagio per gli operatori riguarda complessivamente tutti coloro che, a vario titolo, operano all'interno della struttura, incluso le forze di polizia". Sui contenuti dell'Esposto è stato chiesto un incontro al Procuratore della Repubblica. La Cgil insiste in questa denuncia, nonostante sia nel frattempo intervenuta la decisione del Prefetto di Bologna di "svuotare temporaneamente" il Cie, per lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria (e tra l'altro la Garante dei detenuti dell'Emilia Romagna ha segnalato che anche nelle procedure di "svuotamento" si sono manifestate le medesime contraddizioni e inadeguatezze già presenti nella gestione del centro). La Cgil dunque dice NO a soluzioni provvisorie o parziali, né accetterà palliativi: "non c'è alternativa alla chiusura definitiva di un luogo che rappresenta una ferita, incompatibile con il livello di civiltà di questa regione." Un po' diversa la realtà del Cie di Modena: meno grave per le condizioni degli stranieri trattenuti; insostenibile invece per le inadempienze contrattuali del Consorzio L'Oasi, che da circa 4 mesi non paga gli stipendi ai lavoratori. La Fp è in prima fila nella protesta: due giorni di sciopero sono già stati effettuati nell'ambito di un pacchetto di quattro giornate. Hanno preso posizione unitariamente anche i sindacati di polizia modenesi, ricordando che "senza risorse aggiuntive il Cie di quel territorio deve essere chiuso". "Confermiamo l'istanza generale della Cgil di totale superamento di queste aberranti strutture - osserva Mirto Bassoli, della segreteria confederale regionale -, ma per questo serve una modifica legislativa. Per l'oggi intendiamo praticare obiettivi possibili, come la revoca dell'appalto al Consorzio L'Oasi per procedere con una nuova gara, per la quale vanno però riviste le condizioni e le modalità: siamo nettamente contrari all'utilizzo del criterio del massimo ribasso, vanno rispettati i trattamenti contrattuali dei lavoratori e i contenuti gestionali e di servizio previsti dai capitolati per l'accoglienza degli stranieri." Per affrontare la situazione, la Cgil chiama in causa l'insieme delle istituzioni sollecitando maggiore impegno su questo fronte specifico e proponendo nel contempo un rapporto più costruttivo tra tutti i soggetti istituzionali e le organizzazioni sociali impegnati sulla questione immigrazione. M.G. Bologna, 7 marzo '13  
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