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TpL - lettera Cgil Cisl Uil ER ai candidati - CGIL Emilia-Romagna Migliorare il trasporto pubblico locale - Cgil Cisl Uil ER chiedono impegni ai candidati alle elezioni Cgil Cisl Uil regionali Emilia Romagna, insieme alle federazioni di categoria Filt Fit Uiltrasporti, hanno inviato in questi giorni (18 febbraio) una lettera aperta a tutti i candidati della regione alle prossime elezioni, per richiamare l'attenzione sui gravi problemi del trasporto pubblico locale-TpL e chiedere un serio impegno ad affrontarli, una volta eletti nel nuovo Parlamento. Le organizzazioni sindacali elencano innanzitutto i punti critici che pesano sul sistema: la variabilità del quadro normativo di riferimento; l'incertezza dei trasferimenti statali per il settore; le difficoltà economico finanziarie delle società del comparto; il processo di aggregazione in atto delle aziende del Tpl del territorio regionale; il mancato rinnovo del contratto nazionale. Rimarcano poi con forza "l'importanza strategica del settore per lo sviluppo economico della nostra regione e quale fattore utile alla salvaguardia dell'ambiente," preoccupati per i ripetuti sforamenti delle emissioni climalteranti di PM10 che nel 2012 hanno riguardato tutte le città principali dell'Emilia Romagna. Nella lettera, i sindacati non mancano di sottolineare il valore del lavoro, che va salvaguardato "applicando integralmente i contratti collettivi di riferimento e coinvolgendo gli stessi lavoratori con modalità partecipative nel percorso di riorganizzazione dell'offerta dei servizi." Tra le scelte strutturali che possono dare certezza all'intero settore, i sindacati segnalano il sostegno a politiche industriali finalizzate alla ricostruzione di una filiera industriale pubblica-privata (esempio Breda/Menarini) capace di rinnovare il parco dei mezzi pubblici, da tempo degradati per la loro qualità e funzionalità (11,63 anni di vita media degli autobus nel 2011 a fronte dei 9 anni del 2005 in Emilia Romagna). Il nuovo Parlamento dovrà dare all'Italia un piano strategico dei trasporti, per potenziare la mobilità sostenibile, all'interno del quale le organizzazioni sindacali collocano una serie di richieste per il sistema regionale: il mantenimento dei livelli occupazionali; la garanzia del servizio a costi concorrenziali e convenienti rispetto al trasporto individuale; la riduzione dei soggetti che non hanno compiti operativi; un sistema di affidamento che eviti il ricorso ai sub-affidamenti, che favorisca l'industrializzazione del servizio, il coinvolgimento delle aziende private e determini efficaci livelli di integrazione modale ferro gomma. Andrà rafforzato il ruolo degli enti locali e delle agenzie nella regolazione del traffico nelle aree urbane, per incrementare la velocità dei mezzi pubblici e renderli competitivi all'uso del mezzo privato. I sindacati infine sottolineano l'importanza di arrivare "a una unica azienda regionale del trasporto pubblico locale, garantendo contemporaneamente a tutti i territori pari dignità di proposta e decisione in ordine alla programmazione, pianificazione e progettazione dei servizi." Sono oltre 6.000 i lavoratori del TpL dell'Emilia Romagna, che insieme ai 700 lavoratori delle aziende private di trasporto sollecitano il rinnovo del contratto collettivo nazionale scaduto da 5 anni. Cgil, Cisl, Uil e Filt Fit Uiltrasporti regionali ricordano "il grande senso di responsabilità" dimostrato dai sindacati nazionali, che hanno rinviato al prossimo 22 marzo il nuovo sciopero generale della categoria. M.G. Bologna, 20 febbraio 2013  
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