Campagna Io riattivo il lavoro - CGIL Emilia-Romagna
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Campagna Io riattivo il lavoro - CGIL Emilia-Romagna Le aziende confiscate alla mafia sono un bene di tutti: 50.000 firme per un progetto di legge di iniziativa popolare E' cominciata sotto la neve la raccolta di firme della campagna nazionale "Io riattivo il lavoro", lanciata oggi in Emilia Romagna a sostegno di un progetto di legge di iniziativa popolare che intende restituire alla collettività i beni e le aziende sottratti alla mafia. Il Comitato promotore a livello regionale è composto da Cgil, Arci, Libera, Associazione Pio La Torre, Avviso Pubblico, SoS Impresa, Legacoop e Acli e gode dell'appoggio della Regione Emilia-Romagna, nella cui sede si è svolta questa mattina la conferenza stampa di presentazione della campagna. E' intervenuta anche la vicepresidente della Regione Simonetta Saliera, insieme a Mirto Bassoli della segreteria Cgil Emilia Romagna e ai rappresentanti delle varie associazioni del comitato. "Il 90% delle aziende confiscate alla mafia - ha sottolineato Bassoli - fallisce a causa dell'inadeguatezza dell'attuale legislazione, che non garantisce gli strumenti necessari per mantenerle in vita, obiettivo che ci poniamo invece con questa proposta di legge. Anche in Emilia Romagna si sta manifestando una maggiore capacità di penetrazione della criminalità organizzata in molti settori. Inoltre la situazione è aggravata dalla crisi economica che non demorde." Il progetto di legge è un testo di dieci articoli che puntano su azioni di trasparenza, formazione, concertazione con le parti sociali, accordi con la pubblica amministrazione per favorire l'emersione alla legalità del lavoro e delle aziende. Tra gli strumenti concreti proposti ci sono la creazione di un fondo nazionale di rotazione, finanziato con una parte delle risorse confiscate alla criminalità, per garantire l'accesso al credito bancario e pagare gli stipendi; agevolazioni per la regolarizzazione, la messa in sicurezza dell'azienda e per chi le commissioni lavori o forniture; l'estensione del concordato anticrisi per scongiurare il fallimento e l'accesso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori. Per promuovere l'uso sociale delle imprese, il progetto di legge mira a incentivare la costituzione di cooperative di lavoratori disposti a rilevare l'azienda, affiancandoli con percorsi di formazione e aggiornamento. Previsti anche la costituzione di una banca dati nazionale delle aziende sequestrate e confiscate, per tutelarne la posizione di mercato; l'istituzione presso l'Agenzia Nazionale di un ufficio dedicato alle attività produttive e alle relazioni sindacali; la creazione di tavoli provinciali. "Il sostegno della Regione a questa campagna - ha spiegato la vicepresidente Saliera - rientra a pieno titolo nel nostro impegno di sempre, rafforzato con le leggi approvate negli ultimi due anni, con le iniziative di formazione rivolte ai giovani e agli imprenditori e quelle di aiuto ai Comuni per l'utilizzo dei beni immobili confiscati. Il contrasto alla criminalità organizzata, con la diffusione della cultura della legalità, ha una dimensione etica, oltrechè effetti molto concreti. L'obiettivo è dare speranza e una alternativa forte ai lavoratori e alla comunità". L'Emilia Romagna è terza, tra le tredici regioni a nord del Lazio, per numero di beni immobili confiscati alla mafia e solo seconda per numero di imprese sotto confisca: dal '92 al 2012 sono stati confiscati in territorio regionale 70 immobili e 25 aziende. Il comitato regionale si propone di raccogliere tutte le 50.000 firme necessarie alla presentazione del progetto di legge. Mayda Guerzoni