Cgil e Spi ER chiedono sospensione Tares - CGIL Emilia-Romagna
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Cgil e Spi ER chiedono sospensione Tares - CGIL Emilia-Romagna Cgil e Spi ER chiedono di sospendere l applicazione della Tares La Cgil regionale e il sindacato pensionati Spi-Cgil Emilia Romagna bocciano l'introduzione della Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi che costerà circa il 20-25% in più ai cittadini e peserà in particolare sui redditi da lavoro e da pensione. In un comunicato congiunto, Cgil e Spi regionali spiegano le ragioni di questa presa di posizione. "L'introduzione del nuovo tributo sui rifiuti e sui servizi, congiuntamente ai diffusi incrementi delle addizionali Irpef e all'applicazione dell'Imu, rappresenta - si legge nella nota - un ulteriore aggravio in particolare sui redditi da lavoro dipendente e da pensione, che già alimentano per oltre il 70% le entrate fiscali derivante dal reddito. La nuova Tares costerà ai cittadini circa il 20% - 25% in più rispetto alle attuali tariffe sui rifiuti. Un prelievo aggiuntivo per finanziare i cosiddetti servizi indivisibili: come la manutenzione delle strade o l'illuminazione pubblica già per altro coperti dalla tassazione nazionale e locale. Come per l'Imu, anche con la Tares, una parte del prelievo finirà allo Stato anziché rimanere nelle disponibilità dei Comuni che, ancora una volta, da un lato si trovano nella scomoda posizione di fare i gabellieri per conto dello Stato, e dall'altro si vedono ridotte le risorse necessarie a finanziare i servizi per i cittadini." Secondo le due organizzazioni sindacali della Cgil, "E' necessario allora che il governo sospenda l'entrata in vigore della Tares, per consentire di ridiscutere anche con le parti sociali le modalità attuative e le finalità del nuovo tributo sui rifiuti e servizi. Non è più rinviabile inoltre, nell'ambito di una riforma strutturale del sistema fiscale, il superamento della sovrapposizione a crescere del prelievo su tre livelli: Irpef Nazionale, Irpef Regionale, Irpef Comunale. Va invece affermato un sistema fiscale più equo, progressivo e finalizzato a sostenere i servizi pubblici delle comunità locali e in favore delle famiglie e dei cittadini." Bologna, 14 gennaio '13